Consumi, straniera 1 pizza su 2. Ora la firmano gli agricoltori
7 Maggio 2009
Almeno una pizza su due contiene ingredienti principali importati dall’estero senza alcuna indicazione per i consumatori che credono di assaporare i prodotti della tradizione Made in Italy mentre
viene loro servito un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza. E’ la Coldiretti a presentare a Napoli la prima pizza firmata dagli agricoltori
italiani per contrastare l’evidente rischio sulla perdita di originalità del prodotto piu’ amato dagli italiani.
Sempre piu’ spesso nelle pizzerie viene servito un prodotto preparato – sottolinea la Coldiretti – con cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese
invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano
nazionale. In Italia sono stati importati in un anno – spiega la Coldiretti – 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di
concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano tenero.
Il rischio – sostiene la Coldiretti – è di perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza che è nata a Napoli a metà del 1700 ed
eretta per sempre a vessillo tricolore, con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico, quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la “pizza Margherita”
alla regina di casa Savoia nel 1889. Oggi la pizza è la parola italiana piu’ conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento)
e dall’espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Societa’ Dante Alighieri.
In Italia ci sono 25mila pizzerie con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi, come conferma – sottolinea la Coldiretti – una
recente ricerca Doxa secondo la quale quando si tratta di scegliere qualcosa di “gustoso”, per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento
pizza.
L’operazione verità della Coldiretti smaschera gli inganni del finto Made in Italy con circa la metà dell’extravergine, delle mozzarelle e della farina utilizzata per la pizza che
vengono importate dall’estero mentre il concentrato cinese che entra nelle frontiere italiane è ben il 20 per cento del pomodoro coltivato in Italia. E alle perplessità
sull’origine si aggiungono – continua la Coldiretti – quelle sul livello qualitativo considerato che una mozzarella sulle quattro impiegate non viene fatta direttamente dal latte, ma da
cagliate importate dall’Est Europa. Una tendenza allo scadimento qualitativo che secondo la Coldiretti è accentuata dalla crisi economica in atto.
Dubbi che vengono completamente fugati dall’arrivo della prima pizza firmata dagli agricoltori, realizzata nell’ambito del progetto della Coldiretti “una filiera agricola tutta italiana” che
garantisce l’origine nazionale di tutti gli ingredienti utilizzati oltre al rispetto del disciplinare per la pizza napoletana Sgt (Specialita’ tradizione garantita) in corso di riconoscimento
da parte dell’Unione Europea che prevede, oltre agli imprescindibili pomodoro, mozzarella di bufala Dop o mozzarella Stg, olio extravergine d’oliva e origano, un diametro non superiore ai 35
centimetri, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 centimetri e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”.
Ad assicurare la disponibilità e l’originalità degli ingredienti ci saranno le strutture economiche associate alla Coldiretti che aderiscono al progetto come i Consorzi Agrari
italiani che hanno messo in rete i 36 milioni di quintali di cereali di cui dispongono, il Consorzio Interregionale Ortofrutticoli (Cio) che lavora circa un quarto del pomodoro coltivato in
Italia, l’Unaprol – Consorzio Olivicolo italiano con il 60 per cento della produzione nazionale di olio e i caseifici cooperativi in grado di offrire mozzarella di bufala campana e fiordilatte.
ll costo degli ingredienti per la pizza firmata dagli agricoltori tra farina, lievito, pomodoro, mozzarella ed extravergine di qualità e origine garantita Made in Italy rimane
abbondantemente sotto i due euro e non rende dunque necessario alcun ritocco dei listini in pizzeria che dipendono soprattutto da altri fattori (lavoro, affitti, ecc.). A titolo di esempio –
conclude la Coldiretti – sette grammi di olio extravergine italiano sulla pizza costano dieci centesimi all’esercente e danno il massimo per digeribilita’, sapore e valori nutrizionali rispetto
agli altri oli alimentari come colza, soia, mais, girasole e arachide.
Gli inganni nella pizza “Made in Italy”
– il 50 per cento della farina di grano tenero impiegata per la pizza e’ importata;
– la metà delle bottiglie di olio di oliva consumate viene dall’estero
– la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere
– ben il 20 per cento del pomodoro in scatola venduto in italia è addirittura di provenienza cinese.
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
LA PIZZA NAPOLETANA “DOC” FIRMATA DAGLI AGRICOLTORI COLDIRETTI
Gli ingredienti: farina di grano tenero italiano, lievito di birra, acqua, pomodori pelati italiani, olio d’oliva extravergine italiano, mozzarella di
bufala a denominazione di origine controllata o fiordilatte prodotto con latte italiano, aglio italiano, origano italiano, sale.
L’impasto: mescolando farina, acqua, sale e lievito si fa un impasto che viene fatto riposare due ore. Se ne ricavano dei panetti, a loro volta fatti
lievitare per altre 4-6 ore, che vengono posti su un bancone e lavorati e fatti volteggiare con le mani in modo da formare dei dischi di pasta. Al centro la pizza deve avere uno spessore non
superiore a 0,4 centimetri, mentre i bordi, il cosiddetto “cornicione” devono essere alti 1-2 centimetri.
Il condimento: la Pizza Napoletana viene condita – precisa la Coldiretti – con 70-100 grammi di pomodori pelati italiani. Si aggiungono sale, origano,
uno spicchio di aglio, 80-100 grammi di mozzarella di Bufala campana Dop o di fiordilatte prodotto con latte italiano tagliata a listelli e foglie di basilico fresco. Si distribuiscono quindi
sulla superficie della pizza 4-5 grammi di olio extravergine d’oliva prodotto in Italia.
La cottura: servendosi di una pala di legno la pizza viene fatta scivolare all’interno del forno a legna, riscaldato a 485°C. La pizza viene fatta
ruotare verso il fuoco, sollevandone un lembo per verificarne la cottura, che dovrà durare non più di 60-90 secondi.
In tavola: Al termine della cottura il pomodoro dovrà restare denso e consistente, la mozzarella sarà fusa, mentre il basilico e l’origano
svilupperanno un aroma intenso. La Pizza Napoletana “Doc” firmata dagli agricoltori italiani è così pronta per essere gustata.




