Consumi: Scoppia la “Bollicine-mania”
3 Settembre 2009
Roma – Nella storica sfida tra un calice di vino bianco e quello di rosso, quest’anno non c’é gara: vincono gli spumanti. Il consumo di ‘bollicine’ registra una vertiginosa ascesa:
negli ultimi anni il 62% degli eno-appassionati ha aumentato il proprio consumo di spumanti, facendone la scelta più gettonata non solo al momento dell’aperitivo, ma anche a tutto pasto,
insieme ai brindisi di rito. E’ quanto emerge dal sondaggio di http://www.winenews.it, uno dei siti-cult per gli amanti del buon bere, in collaborazione con il Forum degli Spumanti d’Italia.
Nella hit parade degli eno-appassionati italiani, secondo il sondaggio, primeggia la Franciacorta (41% delle preferenze), seguita da Trentino (31%) e Conegliano e Valdobbiadene (20%). Seguono poi
l’Asti (6%) e l’Oltrepo Pavese (2%).
Dall’inchiesta su 1.547 enonauti, amanti di internet e del buon bere emerge che la ‘destagionalizzazione’ degli spumanti è una tendenza consolidata: gli spumanti si scelgono a partire
dall’ora dell’aperitivo, ed il dilagare del rito dell’happy hour é sicuramente uno dei motivi dell’impennata dei consumi di bollicine. Sui gusti degli amanti delle bollicine, gli spumanti
Metodo Classico sembrano fare la parte del leone: il 30% degli eno-appassionati dichiara di acquistarne o consumarne oltre 15 bottiglie l’anno, il 28% da 3 a 10 bottiglie l’anno, il 24% da 10 a
15 bottiglie all’anno, mentre il 18% non supera il limite di 3 bottiglie annue.
Alla vigilia della quinta edizione del Forum che verrà inaugurato, sabato a Valdobbiadene, dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, il patron della kermesse spumantistica
Giampietro Comolli sottolinea che a facilitare questa nuova tendenza di consumo enologico, rispetto alla scelta di vini fermi, sono questi punti di forza: le bollicine sono cool, fanno allegria,
sono estremamente versatili negli abbinamenti e, nella opinione pubblica si è diffusa l’idea di bere questa tipologia che ha gradazioni alcoliche moderate.
“E gli spumanti italiani – sottolinea Comolli – quando raggiungono gli 11 gradi è già molto. Un’opportunità in più per sottolineare la diversità tra il consumo
di vino, che se fatto in giusta misura fa bene alla salute, e quello dei superalcolici”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





