Confagricoltura: rilanciare la ricerca e selezione genetica del bestiame
15 Maggio 2009
Nel settore zootecnico l’export della genetica italiana risulta da anni in costante calo, mentre appare in sostanziale incremento (sia quantitativo che economico) l’import. Lo sottolinea
Confagricoltura che rileva come ciò non possa che derivare da un diminuito interesse per il prodotto nazionale (utilizzo seme nazionale 1997/2007 -12%).
Ad avviso dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli occorre restituire ruolo e smalto alla ricerca ed alla selezione genetica nazionale del bestiame; in particolare alla selezione
genetica delle razze bovine, i cui risultati negli anni passati hanno posizionato l’allevamento italiano all’avanguardia mondiale.
L’impegno a perseguire tale obiettivo, oltre che dalla specifica necessità a migliorare la genetica nazionale, discende anche – pone in evidenza Confagricoltura – dalla consapevolezza
che l’amministrazione pubblica ha investito e continua a farlo per consentire al settore di essere autorevole ed efficace come in passato. Però, malgrado i continui finanziamenti
erogati, si registra una preoccupante contrazione del valore economico dell’attività.
Confagricoltura sottolinea pertanto l’assoluta necessità di procedere con immediatezza ad una approfondita valutazione e riconsiderazione degli obiettivi da perseguire e delle
metodologie operative, con un maggiore e consapevole coinvolgimento degli allevatori nelle scelte operative.
Infine, trattandosi di attività finanziate e delegate dal pubblico, Confagricoltura sottolinea l’esigenza di assicurare efficacia e trasparenza alle iniziative finalizzate alla ricerca e
selezione genetica. In particolare sottolinea la necessità di razionalizzare le attività di trattamento, elaborazione e messa a disposizione a tutto il sistema delle imprese, dei
dati rilevati e raccolti.





