Un auto da mangiare: arriva la Worldfirst

Un auto da mangiare: arriva la Worldfirst

Verdure da corsa. Un team della Warwick University, ateneo britannico con sede a Coventry, ha creato un’automobile da Formula 3 composta interamente da
materiali ecosostenibili.

La carena della WorldFirst (questo il nome della vettura) è fatta con le patate, lo sterzo con le carote e il carburante deriva dal cioccolato; gli studiosi hanno inoltre utilizzato
materiali riciclati in combinazione con fibre ed estratti di frutta, verdure e piante per realizzare le componenti, i materiali e i lubrificanti dello stesso livello delle fibre di carbonio,
della plastica e del petrolio.

La vettura, basata su un telaio standard della Lola, può raggiungere una velocità di 233 km/h ma difficilmente la si vedrà competere in una vera gara, poiché il suo
combustibile al cioccolato è considerato illegale.

Questo problema tocca relativamente gli studiosi universitari, poiché i loro obiettivi erano altri.

Afferma infatti un portavoce della Warwick: “Gli sport con i motori sono eccitanti, dinamici e veloci. Questi non sono termini normalmente associati alle tecnologie sostenibili. Noi abbiamo
focalizzato le nostre energie e la nostra esperienza per sfidare questa percezione e portare le tecnologie rinnovabili all’attenzione del design. La WorldFirst è la prima auto da Formula 3 progettata e creata da materiali sostenibili e rinnovabili, mettendo prima di tutto il mondo utilizzando in maniera
efficace le risorse del pianeta.”

James Meredith, Project Manager e ricercatore al WMG (Warwick Manifacturing Group) dell’Università,
aggiunge “E’ stato molto eccitante lavorare sul progetto ed è stato importante per la nostra squadra sviluppare un esempio concreto d’auto da corsa a motore ecologica. Il progetto
WorldFirst cancella il mito che l’efficienza deve arrivare essere compromessa quando si sviluppano i motori sostenibili dei veicoli del futuro.”

                                     
                                                     
                                      Matteo Clerici

 

 

 

 

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