Confagricoltura: per Capodanno brindisi sempre più italiani

Gli italiani, ma non solo, scelgono le nostre bollicine per il brindisi di fine anno. Sono infatti sempre più apprezzati – dice Confagricoltura – gli spumanti italiani nel mondo e nei
nostri confini. E continua il trend di crescita positivo che ha visto il 2006 come uno degli anni record per la produzione spumantististica.

Il primo semestre 2007 non delude le attese. Nei primi mesi di quest’anno le esportazioni ( 26% di ettolitri e 28% in valore) sono aumentate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I
principali paesi clienti delle bollicine Made in Italy sono Germania, Usa, Regno Unito, Giappone e Inghilterra. Negli USA, in particolare, alcune Doc e Docg nel 2006 hanno tolto quote di
mercato allo champagne.

Esportazioni di vini spumanti Italiani (ettolitri)

Paese

2006

Var. %

06/05

Primi 5 mesi

2005

Var. 2007/06

Germania

230,137

-8,6%

78,808

23%

Stati Uniti

164,098

-23,3%

54,95

24%

Regno

Unito

64,631

-22,6%

23,375

111%

Svizzera

51,987

10,7%

18,836

11%

Portogallo

43,836

-3,2%

9,992

4%

Russia

40,37

57,4%

14,306

208%

Giappone

38,638

10,4%

10,821

-15%

Francia

35,996

10,7%

10,292

-29%

Totale

945,082

7,6%

308,168

26,1%

Tabella n.1 – Fonte: Dati Ismea

L’Italia – afferma Confagricoltura – produce in media 240-250 milioni di bottiglie, equivalenti a circa 1,8 – 1,9 milioni di ettolitri per lo più di spumante bianco. Il 60% degli
spumanti prodotti in Italia sono Vsqprd, sia Doc si Docg.

La produzione italiana, che conta più di tre mila etichette, vanta una ricchezza di varietà e di tipologie di produzione che non ha pari nel mondo. Si concentra soprattutto nelle
regioni del Nord: Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige.

Nel 2006 i consumi domestici di spumante, soggetti ancora ad una forte stagionalità (circa il 57% dei consumi è concentrato tra metà dicembre e metà gennaio) sono
stati pari a 429 mila ettolitri, in lieve diminuzione (l’1%) rispetto all’anno precedente. La quota relativa agli acquisti di Champagne, invece, è decresciuta rispetto al 2005 dell’11%
in volume e del 21% in valore.

Tale successo è dovuto anche al migliore rapporto qualità/prezzo degli spumanti italiani rispetto a quelli francesi.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio Nazionlae Economico Spumanti il 54% degli italiani per il brindisi nel 2006 ha scelto spumanti dolci, il 39% secchi e smibrut, il 5% quelli prodotti con
metodo classico e solo il 12% ha preferito brindare con bottiglie di Champagne. E per il 2007, si attende un successo maggiore per le nostre bollicine, in particolare per quelle a denominazione
d’origine.

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