Confagricoltura: i produttori di pasta e pane non sono responsabili degli aumenti al consumo

Aumentano i costi di produzione

I prezzi “franco azienda” di pasta e pane non risentono né sono responsabili degli aumenti che si registrano al consumo; la tendenza, anzi, va verso una flessione dei ricavi per
unità di prodotto. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione all’indagine avviata da Mr. Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi) sulle quotazioni di pasta e pane.

Confagricoltura fa presente che, mentre si discute di “inflazione da pasta”, la quotazione media del frumento duro a giugno 2008 si è ridotta di oltre il 14% su base mensile ed a
luglio ha subito un’ulteriore riduzione dell’8,4%. Praticamente si è tornati, con una parabola discendente, ai livelli di settembre 2007. Analogo comportamento si registra anche per
il frumento tenero che solo a luglio ha perso il 13,3% rispetto al mese passato.

Tutto questo comunque mentre i costi di produzione sono aumentati e non accennano a diminuire. Il costo per l’acquisto dei fertilizzanti, sempre a giugno 2008, è aumentato – fa
presente Confagricoltura – di quasi il 9% in media rispetto a maggio 2008. I concimi fosfatici, ma anche i concimi complessi (binari e ternari) costano il 60% in più rispetto
all’anno precedente”.

“Alla fine – rileva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – occorrerà fare i conti con i redditi dei produttori tra i prezzi all’origine, che sono scesi, ed i costi, invece
in aumento”.

Documento allegato:
Andamento dei prezzi mensili all’origine

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