Confagricoltura: è il sindacato delle libertà, liberi da condizionamenti, liberi di intraprendere

“Entro Natale Confagricoltura presenterà il più grande progetto politico-economico per l’agricoltura degli ultimi sessant’anni.” Ad annunciarlo è il presidente della
Confagricoltura Federico Vecchioni dalla Fiera Internazionale del bovino da latte a Cremona, dove ieri gli agricoltori lombardi esasperati dalla crisi hanno simbolicamente celebrato il
“funerale” dell’agricoltura italiana.

Intorno al progetto Confagricoltura chiamerà a raccolta tutti gli imprenditori agricoli che si identificano nella libertà. Nella libertà di essere quello che da sempre gli
agricoltori sono: motore di produzione, cultura, tradizioni, valori umani, lavoro, amore per la natura, che è la loro officina.

Confagricoltura oggi più di ieri intende declinare la sua azione come “Sindacato delle libertà”, libertà di fare le cose giuste per il Paese e per i suoi cittadini,
libertà dalle ideologie e dalle moderne superstizioni. Libertà di avanzare verso nuovi orizzonti, produrre ciò che serve alla vita, tornare ad essere fabbrica di solide
certezze. Ma anche libertà di pensiero e di espressione, nella piena autonomia organizzativa e di scelta politica e nel rispetto delle Istituzioni.

“Noi – ha detto il presidente Vecchioni – siamo l’agricoltura italiana, ne rappresentiamo le imprese e la produzione nella filiera agroalimentare, creiamo lavoro nel rispetto delle regole e
nella reciprocità dei diritti e dei doveri, crediamo nel mercato come ambito in cui si regolano i rapporti tra le imprese e tra imprese e consumatori, rispettiamo e difendiamo l’ambiente
declinando la sostenibilità secondo il bilanciamento di principi sociali ed economici.”

Affermare l’agricoltura come valore nazionale condiviso dalla politica. Questo l’obiettivo del progetto di Confagricoltura che chiede al governo di riportare il settore al centro dell’economia
del Paese. “Perché l’agricoltura – ha ribadito Vecchioni – è una realtà fatta di imprese moderne e dinamiche, con pari dignità a quelle di altri settori.
Perchè produce reddito, da occupazione, ha una funzione fondamentale nella conservazione dell’ambiente e nel mantenimento dei paesaggio.”

“Ci servono però regole e politiche trasparenti – ha concluso il presidente di Confagricoltura – e dobbiamo essere messi nella condizione di lavorare senza adempimenti burocratici
superflui e costosi e con oneri fiscali e previdenziali contenuti. Abbiamo il diritto che il nostro settore venga salvaguardato in Europa, che il prodotto italiano venga difeso e valorizzato
nel mondo. Nell’interesse non solo degli imprenditori agricoli, ma di tutti i cittadini italiani.”

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