Confagricoltura al mondo politico: «serve un impegno concreto per la competitività»
13 Febbraio 2008
Confagricoltura, in vista delle elezioni, sollecita fin da ora le forze politiche ed il nuovo governo ad impegnarsi per la competitività e l’innovazione. In tal senso il documento del
mondo delle imprese, di tutti i settori economici – rappresentato, per quello agricolo, da Confagricoltura – è una buona base di partenza.
Lo ha rimarcato il direttore generale dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli Vito Bianco intervenendo al convegno di Confagricoltura Torino sulle nuove frontiere dell’agricoltura.
«L’applicazione di strategie di innovazione, sia a livello di impresa agricola che della intera filiera – ha detto il direttore generale di Confagricoltura alla platea di agricoltori
torinesi – è fondamentale, in relazione alle sfide della competitività che ci pongono l’apertura dei mercati e le profonde trasformazioni della società e del quadro
normativo, a cominciare dalla politica agricola comune».
Bianco ha ricordato Fieragricola – il salone dell’agricoltura conclusosi alcuni giorni fa a Verona – dove Confagricoltura ha presentato il «Rapporto sull’agricoltura» di Nomisma,
che puntava proprio sulla competitività dell’agricoltura italiana di fronte ai nuovi scenari evolutivi. E Taormina, dove a marzo si svolgerà il II Forum di Confagricoltura, ancora
una volta incentrato sul «futuro fertile» dell’agricoltura e sul ruolo propulsivo di quella «minoranza trainante» di imprese leader che sostengono e rilanciano il made
in Italy.
Da Verona, a Torino, a Taormina: l’agricoltura trainante è al centro dell’attenzione e degli interessi del «sindacato di progetto», qual è Confagricoltura, che
analizza gli scenari e definisce le linee strategiche. «Ma lo sforzo delle aziende leader – ha rimarcato Bianco – va sostenuto ed incoraggiato. Richiede più flessibilità e
meno burocrazia».
Il direttore generale ha quindi sottolineato alcune macro proposte-obiettivi della propria Organizzazione che la politica dovrà concretizzare in norme ed opportunità, nell’ottica
del’innovazione. In estrema sintesi:
– superare il limite dimensionale delle aziende agro-alimentari, facilitando l’adozione di strategie di innovazione e l’utilizzo delle più moderne tecnologie;
– agevolare l’adozione e l’utilizzo «in rete» di soluzioni innovative. In questo senso, occorre progredire per migliorare «la trasmissione» delle innovazioni alle
diverse imprese presenti sul territorio;
– accrescere e migliorare la disponibilità del capitale umano, con riferimento non solo alla attività imprenditoriale o, comunque, svolta in maniera autonoma, ma anche al lavoro
dipendente, ricordando come la scarsità di manodopera qualificata sia un vincolo per diverse importanti colture agricole;
– agevolare il finanziamento delle innovazioni – aspetto non meno rilevante dei precedenti – con particolare riferimento alle innovazioni di base (es. acquisizione di macchinari) e
all’assunzione di strategie innovative più sofisticate.




