Comprimere la rabbia fa male al cuore

Comprimere la rabbia fa male al cuore

Quando si è arrabbiati, bisogna sfogarsi. Non farlo, ingoiare cioè la rabbia, danneggia il cuore e favorisce l’infarto.

A dirlo, uno studio dello Stress Research Institute di Stoccolma, diretto dalla dottoressa Constanze Leineweber e pubblicato dal “Journal of Epidemiology and Community Health”.

I ricercatori hanno lavorato con 2.775 volontari, tutti impiegati nella Zona di Stoccolma, mai soggetti a malattie cardiache. Gli studiosi hanno raccolto i dati “standard”: fumo, consumo di
alcol, attività’ fisica, livello di istruzione, ruolo ricoperto al lavoro, diabete, e ancora pressione del sangue, peso, colesterolo. Successivamente, essi hanno esaminato il modo in cui
i soggetti affrontassero i conflitti, sia con i colleghi che con i superiori. Le strategie-base erano affrontare le cose di petto, lasciar correre senza dire niente, sottrarsi alle discussioni.

Infine, i volontari sono stati seguiti dal 1992 al 2003, registrando eventuali malattie cardiovascolari e morti.

Analizzando i dati si è notato come il conflitto sul lavoro lasciasse strascichi di base: mal di testa, mal di stomaco o scatti di rabbia contro innocenti. Detto questo, i ricercatori
hanno scoperto come chi reprimeva la rabbia aveva un rischio doppio d’infarto rispetto a chi sceglieva la via liberatoria del conflitto con l’aggressore. Secondo gli studiosi, la rabbia produce
tensioni psicologiche che nel lungo periodo fanno salire la tensione e danneggiano il cuore ed i sistemi collegati.

Così la dottoressa Leineweber: “Già altri studi avevano indicato un’associazione tra rabbia repressa e malattia di cuore ma la nostra ricerca ha mostrato una correlazione
particolarmente forte. Il modo di ciascuno di noi di reagire alle situazioni di conflitto e’ innato, ma gli uomini che hanno altri fattori di rischio come fumo e sedentarietà’ dovrebbero
stare particolarmente attenti a non tenersi tutto dentro”.

Matteo Clerici

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