Come ridurre la spesa energetica nelle nostre case e l’inquinamento ambientale

Come ridurre la spesa energetica nelle nostre case e l’inquinamento ambientale

La popolazione del pianeta Terra aumenta ed aumenta a dismisura il bisogno di energia.
L’energia è sempre più cara e la buona salute sempre più rara. Dobbiamo sprecare di meno e salvaguardare di più l’ambiente in cui viviamo. In particolare la casa, e
il luogo di lavoro, dovrebbero essere adeguati con le nuove tecnologie anche ora non è un obbligo.

Benito Sicchiero, nel suo articolo a seguire, espone il pensiero di Assoedilizia e del suo presidente.
In pratica, è come se avessimo un’auto “vecchia”: dobbiamo decidere se tenerla, anche se consuma molto, inquina e costa di più rispetto ai modelli nuovi, o rottamarla ed
acquistarne una nuova.

Per la casa è la stessa cosa, ma si ragiona su impegni ben maggiori dove spesso il rapporto costo/benefici può essere molto modesto.
Giuseppe Danielli
Direttore
Newsfood.com

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Date: Sat, 11 May 2013 15:33:00
Subject: CasaClima – Risparmio Energetico Convegno alla Fiera Milano – Assoedilizia

A s s o e d i l i z i a
CasaClima ha presentato a Milano il protocollo di certificazione R
CASE: CONTENERE LA SPESA ENERGETICA E L’INQUINAMENTO
 

Benito Sicchiero:
In Italia la maggior parte degli edifici non appartiene al patrimonio storico ma è costituita da abitazioni realizzate negli anni del dopoguerra, quando l’energia costava quasi niente e la
qualità del costruito veniva sacrificata alla necessità di rispondere in fretta alla pressante domanda della ricostruzione e successivamente delle forti ondate migratorie.

Quasi il 60% del patrimonio residenziale italiano è stato costruito tra il 1946 ed il 1981.
Nelle regioni del Nord Italia il consumo di energia degli edifici si aggira, mediamente, attorno ai 18-20 litri di gasolio (equivalenti a 18-20 metri cubi di gas per metro quadro annuo.

La media nazionale è stimata intorno ai 12-14 litri di gasolio. Ora si punta al contenimento della spesa energetica e dell’inquinamento.
La dimensione del risparmio sulla bolletta energetica dipende chiaramente  dalla dimensione dell’intervento di riqualificazione.

In ogni caso il primo responsabile per lo spreco di energia è l’involucro, seguito dall’impianto termico. Esempio, un alloggio di 80-90 mq  ha visto ridursi la spesa di riscaldamento
e acqua calda da 1200/1500 euro annui a 350/400 euro dopo opportuni lavori.

Se ne è parlato al convegno “La certificazione CasaClima R per gli edifici esistenti alla Fiera di Milano, nell’ambito della prima edizione di The Innovation Cloud, il nuovo format
espositivo e convegnistico dedicato alle tecnologie energetiche d’avanguardia: cinque i padiglioni occupati per una superficie complessiva di 48.000 mq, 500 le aziende espositrici cui si sono
aggiunti 190 marchi rappresentati, oltre il 22% gli espositori stranieri, circa 30.000 i visitatori professionali.

Agenzia CasaClima, nata nel maggio 2006 e oggi al 100% società di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano, è un ente pubblico non coinvolto nel processo edilizio, che
si occupa della certificazione energetica e ambientale di edifici e prodotti. Ad oggi l’Agenzia ha certificato quasi 5.000 edifici, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Con il nuovo protocollo intende promuovere la qualità nel risanamento energetico degli edifici esistenti. La sfida principale che il mondo dell’edilizia dovrà affrontare nei
prossimi anni riguarderà soprattutto il miglioramento energetico e qualitativo del patrimonio edilizio esistente.

L’ hanno spiegato Olivia Carone, presidente network Milano; Ulrich Klammstainer, vicedirettore Agenzia CasaClima; Francesco Salamone, Itc-Cner; Parenti, esempi di tecniche per CasaClima R;
Claudio Saponaro, Foamglass; Sergio Pedolazzi, Xella.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, nel confermare il  favore con il quale i proprietari immobiliari vedono l’applicazione, al settore delle costruzioni edilizie, delle
nuove tecnologie  miranti al risparmio energetico, aggiunge:

“Il rapporto costi benefici va verificato a livello di economia generale e di economia domestica, dove l’incidenza sulle trasformazioni dei vecchi edifici presenta sproporzioni evidenti. Tali
iniziative di valore sociale non devono ovviamente gravare la categoria dei proprietari, in particolare  in questo momento di forti difficoltà economiche. In un mondo che per tre
quarti non si preoccupa ne’ di Kyoto, ne’ di risparmio energetico, l’Europa cavalca il tema anche per ragioni anticicliche legate alla produzione industriale. L’obbligatorietà degli
interventi di riqualificazione (che peraltro, quando incidono sull’usato, presentano un ben minor grado di efficienza) deve riguardare solo le nuove edificazioni e non anche gli edifici
esistenti: come d’altronde prescrivono le direttive europee.”

Benito Sicchiero
per Newsfood.com

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