COME FARE LA BAGNA CAUDA DEGNA DI … PAPA FRANCESCO

COME FARE LA BAGNA CAUDA DEGNA DI … PAPA FRANCESCO

Alessandria, 23 marzo 2013
Ricetta della Bagna Caoda o Bagna Cauda,
di nonna Daniela
(degna di Papa Francesco perchè la sua famiglia è nativa di Portacomaro, nel cuore del Piemonte):

E’ la ricetta classica, molto semplice, della salsa più tipica del Piemonte: Acciughe aglio olio, e verdure a parte.
Pochi ingredienti, tanta pazienza, nessuna fretta.

Non è un piatto difficile da preparare, ma si devono usare piccoli accorgimenti e molta attenzione, perché è facile  distrarsi, per non comprometterne il buon esito.

Ogni ricetta ha le sue varianti ed ognuno le può interpretare come meglio crede.
Personalmente, da molti anni, preparo la mia Bagnacauda in modo tradizionale ed è sempre, dico sempre, MANGIATA DI CUORE da chi è invitato a casa mia.

ELENCO DI QUELLO CHE SERVE, ATTREZZI COMPRESI

# Tegamino: possibilmente di terracotta per la cottura
# Foiot: terrina apposita con lumini per mantenere calda la salsa sul tavolo
# Retina: frangifiamma per uniformare il calore del gas
# Cucchiaio: di legno
# Fiamma: molto, molto, molto bassa
# Acciughe: meglio quelle sotto sale, antipatiche da pulire ma eccellenti per resa e sapore
# Aglio: rigorosamente senza “anima”
# Olio: 50% extravergine di oliva e 50% di olio di girasole (più delicato al gusto)
# Latte:  meglio se fresco
# Tante, tante, tante verdure crude tutte quelle che vi vengono in mente e vi piacciono: cardi, peperoni, sedani, finocchi, ravanelli, funghi coltivati, carciofi, cipollotti, tapinambur, rape bianche, porri, insalata belga, radicchio rosso, foglie di cavolo bianco. Ma anche verdure cotte come barbabietole rosse e cavolfiori

Credo vi siate stupiti della varietà di verdure ma a casa mia, prevalentemente in inverno, si usano  tutte queste.

Adesso vi chiederete:”E quante acciughe metto? Quanto aglio?”
Sono sempre andata ad occhio, ma cercherò di darvi le quantità per aiutarvi. Potete naturalmente variare in più o in meno in base al vostro gusto, comunque assaggiate la salsa dopo circa una mezzora di cottura e sistematela un po’.

Le dosi sono per quattro, cinque amici.

# olio: vi dirò di seguito.
# 3/4 hg. di acciughe pulite
# 12/15 spicchi d’aglio
# 1/2  bicchiere di latte

Mettete nel tegame A FREDDO le acciughe, l’aglio tagliato fine fine o tritato e coprite con abbondante l’olio.

Accendete il gas e dopo aver abbassato la fiamma quanto più possibile, mettete il tegame appoggiato sulla retina frangifiamma. L’olio non deve mai bollire, ma sobbollire appena.
Non abbiate fretta, non alzate il gas se non volete rischiare che le acciughe diventino amare o la salsa si attacchi sul fondo e diventi immangiabile.

Se volete cenare alle 20 mettetela sul fuoco verso le 18/18,30.
Mescolate ogni tanto con delicatezza e controllatela; quando comincerà a sobbollire piano piano, mantenete sempre la fiammella al minimo.

Mentre la salsa cuoce lavate ed asciugate con cura le verdure disponendole in piatti o terrine.

Dopo circa un’oretta di lentissima cottura, aggiungete mezzo bicchiere di latte per renderla più morbida e omogenea, se vi piace questo suggerimento.

Passa il tempo, le verdure sono pulite, la bagna cauda è pronta…e adesso cosa facciamo?

Da me, da sempre, si mette il fornelletto apposito al centro della tavola con tre o quattro lumini accesi per mantenere il calore e poi con grande convivialità incominciano le lotte per PUCIARE le verdure in quella straordinaria salsa che continua incessantemente a sobbollire, in mezzo al tavolo, davanti ai nostri occhi.

Ogni tanto, si rabbocca di salsa, prendendola dal tegame che abbiamo lasciato sul gas …sempre a sobbollire.

So che esistono fornelletti singoli, ma non li userò mai, per non perdere la poesia dello stare insieme.

Ricordatevi di mettere in tavola tanto pane e un buon vino, meglio se Barbera o Dolcetto – l’ideale sarebbe una buona bottiglia di Ruché, un vino riscoperto tipico della zona di Portacomaro, il paese di origine della famiglia Bergoglio, del nuovo Papa Francesco.

La bagna cauda è nata per sfamare, ma oggi è una grande occasione per stare con le persone alle quali vogliamo bene, per chiacchierare per ritrovare il piacere del convivio.

Non vorrei bestemmiare ma sono sicura che Papa Francesco -ricordandosi di ciò che raccontavano i suoi genitori piemontesi- verrebbe volentieri a sedersi in mezzo a noi, come uno di noi, a mangiare la Bagna Cauda in compagnia.

E’ sicuramente un grande piatto piemontese, più adatto all’inverno, e oggi 17 marzo  2013 è proprio una serata invernale. Sta nevicando, per questo ho pensato alla Bagnacauda  e ho scritto la mia ricetta perchè anche voi possiate prepararla per i vostri convitati.

BUON APPETITO!
Daniela
Redazione Newsfood.com

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