Coldiretti: «subito controlli su etichette olio irregolari»
5 Febbraio 2008
La situazione nei supermercati dimostra che occorre attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che sulle confezioni di tutti gli extravergini etichettati dopo il 17 gennaio siano
indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in
più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che sono finiti gli alibi per il mancato rispetto della normativa con il via libera alle norme attuative dell’obbligo di indicare in etichetta
la provenienza delle olive impiegate previste dal Decreto recante «Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine» pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre 2007.
Secondo una indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le confezioni di olii vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa con il
rischio concreto che vengano spacciate come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i
consumatori. Con il decreto applicativo sono finiti gli alibi con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione. Se l’extravergine in vendita
non riporterà le indicazioni obbligatorie significa – precisa la Coldiretti – che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella
nazionale. L’assenza di indicazioni sull’origine delle olive può invece significare due cose: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del
17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione.
Per non cadere nelle trappole del mercato ed aiutare i cittadini a fare scelte di acquisto consapevoli, la Coldiretti sostiene che è possibile essere sicuri di acquistare olio ottenuto
esclusivamente da olive italiane scegliendo uno dei 38 extravergini a denominazione di origine (Dop) prodotti in Italia, acquistando direttamente nelle aziende agricole oppure verificando
attentamente che sulle etichette ci sia scritto il luogo di origine delle olive come «da olive raccolte in Italia», «da olive coltivate in Italia», «da olive
prodotte in Italia» o «100% olive italiane» e non solo il luogo di confezionamento dell’olio.
L’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate in etichetta è – sottolinea la Coldiretti – un contributo alla trasparenza se si considera che si è verificato un aumento
record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, nei primi nove mesi del 2007, mentre la produzione nazionale è stimata
in calo del 15 per cento rispetto all’anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti.
L’obbligo di indicare l’origine in etichetta consente anche di salvaguardare l’identità territoriale di un prodotto come l’olio di oliva che è alla base della dieta mediterranea
di fronte ad un preoccupante calo dei consumi familiari che in quantità nel primi nove mesi del 2007 si sono ridotti dell’1,2 per cento, secondo i dati Ismea Ac Nielsen. In Italia si
stima un consumo nazionale di 14 kg a testa con una prevalenza al 78 per cento per l’extravergine.
La norma per l’indicazione di origine in etichetta consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono
contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente. L’Italia – continua la Coldiretti – è il secondo
produttore europeo di olio di oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall’Unione Europea, che sviluppano un valore della produzione
agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Dal punto di vista commerciale le importazioni di 430mila tonnellate
superano nettamente le esportazioni pari a 280mila tonnellate.
L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15 per cento
Incremento importazioni: 25 per cento in primi 9 mesi del 2007
Consumo nazionale : 14 kg a testa
Calo consumi -1,2 per cento in primi 9 mesi 2007
Oli extravergine d’oliva Dop/Igp: 38
Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
REGIONE
PRODUZIONE 2007 (quintali)
VARIAZIONE % 2006-2007
PIEMONTE
67
–
LOMBARDIA
8.137
15%
VAL D’AOSTA
–
TRENTINO A.A.
2.820
25%
VENETO
20.184
50%
FRIULI V.G.
805
=
LIGURIA
29.381
– 15%
EMILIA ROMAGNA
5.743
– 35%
TOSCANA
103.805
– 40%
UMBRIA
84.636
– 40%
MARCHE
22.095
– 45%
LAZIO
159.503
– 40%
ABRUZZO
135.162
– 40%
MOLISE
45.227
– 40%
CAMPANIA
343.210
15%
PUGLIA
2.093.226
=
BASILICATA
50.443
– 25%
CALABRIA
1.467.900
– 30%
SICILIA
366.251
– 15%
SARDEGNA
62.083
– 30%
TOTALE
5.000.675
– 15 %
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea





