Coldiretti Cremona: “Agricoltori in Regione contro la cava di Caravaggio”

Cremona – «Saremo in Regione, con le nostre bandiere e le nostre ragioni, a difesa dell’ambiente e dell’agricoltura dell’Alto Cremasco», la promessa giunge dagli
imprenditori agricoli di Coldiretti Cremona, che domattina (martedì 13 maggio) saranno a Milano, davanti al Pirellone, per far sentire la loro voce contro la mega-cava di Caravaggio.

La discussione sull’argomento è stata posta al primo punto all’odg del Consiglio Regionale. Ecco perché, intorno alle 10.30, una folta delegazione di agricoltori si farà
trovare davanti al ‘palazzo’, accanto ad altri rappresentanti dei territori cremonese e bergamasco, per ricordare a chi decide che è in gioco il futuro della ‘terra dei fontanili’
(«un’area di straordinario valore ambientale con ecosistemi unici in Europa») e per chiedere alla Regione una politica più equilibrata in materia di cave.

«La posizione di Coldiretti Cremona è stata, da subito, chiara e ferma. Ci opponiamo a questa
mega-cava, localizzata nel lembo di territorio bergamasco, tra i Comuni di Capralba e Sergnano, in quanto sarebbe destinata ad avere pesanti ed irreversibili ricadute sul sistema idrico e
irriguo del territorio della fascia dei fontanili e delle risorgive cremasche». A parlare è Aldo Bellandi, Area sindacale di Coldiretti Cremona, al lavoro per organizzare il
‘presidio’ degli imprenditori agricoli. Domattina, alle 8, dall’ufficio Zona di Crema partirà un pullman di agricoltori, diretti al Pirellone, a tutela del territorio e a sostegno delle
Istituzioni locali, dalla Provincia ai Comuni, che saranno ugualmente presenti per ribadire il proprio no a questo sfregio del territorio.

«L’impatto di una cava delle previste dimensioni provocherebbe la distruzione dei fontanili dell’Alto Cremasco, compromettendo ecosistemi naturali di grande pregio e privando d’acqua
l’ambiente, insieme a tremila ettari di terreno agricolo – spiega Bellandi -. Parliamo di un intervento devastante: la superficie interessata è di 800.000 metri quadrati di area
agricola, 16 milioni di metri cubi di potenziale materiale estraibile, con una profondità rispetto al piano di campagna di 30-35 metri. Le intercettazioni di falda risulterebbero
pesantissime: sei rogge rischiano di restare all’asciutto».
«Siamo determinati ad impedire questo intervento che va a danno delle nostre comunità e che, certamente, rappresenta una pesante contraddizione rispetto a tutta la legislazione di
politica ambientale codificata nelle moltissime leggi, disposizioni e circolari della Regione Lombardia – sottolinea Bellandi -. La nostra presenza a Milano, nella sede in cui si discute
l’argomento e si decide, vuole spronare l’Amministrazione Regionale a prendere atto della volontà dei cittadini, che chiedono di fermare questa assurda opera».

«Per il nostro ambiente e per la nostra agricoltura l’acqua rappresenta una risorsa preziosissima. Lo sanno bene gli imprenditori agricoli che negli ultimi anni, all’arrivo dell’estate,
si trovano a dover fronteggiare gli effetti delle crisi idriche, divenute purtroppo ricorrenti. La Coldiretti, da tempo, si batte per promuovere una corretta e razionale gestione della risorsa
acqua. Di fronte ad un progetto che rischia di cancellare i fontanili e le risorgive di un intero territorio, la nostra risposta non può essere che forte e determinata» evidenzia
Oreste Casorati, Presidente della Zona di Crema.
«Parliamo di un’area del Cremasco che presenta un notevole pregio ambientale, unico nel suo genere: un ecosistema nel quale la conservazione dell’ambiente, l’attività agricola e la
fruizione locale si intrecciano armoniosamente creando un’oasi che ben si potrebbe definire, seppure nel piccolo, un modello di sviluppo sostenibile – prosegue Casorati -. Tutto questo oggi
potrebbe essere compromesso, se la grande cava prevista nel comune di Caravaggio venisse realizzata. Ribadisco che sarebbe un danno enorme per l’ambiente e per l’agricoltura, quindi per la
qualità della vita dei cittadini e per l’intera economia del nostro territorio».
«Lo abbiamo detto in tante occasioni: gli imprenditori agricoli sono, e vogliono essere sempre di più, i primi custodi del nostro territorio – sottolinea Assuero Zampini, Direttore
di Coldiretti Cremona -. Ecco perché, accanto ai cittadini e ai rappresentanti dell’Amministrazione provinciale e dei Comuni, proseguiremo in questa azione, che vuole tutelare l’ambiente
e la qualità della nostra vita, insieme al diritto delle generazioni future di ricevere un territorio dove i fontanili e le risorgive non siano solo un ricordo. Per questo domani la
Coldiretti sarà in Regione, con un presidio che vuole denunciare l’assurdità di questo progetto e con la richiesta, ferma ed urgente, di essere ricevuti dal Presidente Formigoni,
al quale intendiamo chiedere di non restare sordo a questa vitale battaglia a difesa del nostro territorio, delle nostre comunità e del nostro ambiente».

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