Coldiretti: costi carne e latte alle stelle, da record mais e soia

Un nuovo record storico viene fatto segnare dai prezzi del mais e della soia che rappresentano la principale fonte per l’alimentazione degli animali negli allevamenti e fanno dunque schizzare
alle stelle i costi di produzione di carne e latte nelle stalle. Lo rende noto la Coldiretti nel riferire che se il mais ha raggiunto per la prima volta la quotazione record di 7,42 dollari a
bushel (oltre 17 centesimi di euro al chilo) mentre la soia si è assestata a 15,58 dollari per bushel (38 centesimi al chilo) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago
Board of Trade che rappresenta la borsa di riferimento per il mercato dei prodotti agricoli. L’alimentazione – sottolinea la Coldiretti – incide per quasi un terzo nei costi di allevamento
degli animali destinati alla produzione di latte e carne con i rincari di mais e soia che si sommano a quelli derivati dal petrolio di energia e gasolio che in Italia ha fatto registrare un
aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno.

Una situazione insostenibile per gli allevatori che venerdì 20 giugno 2008 alle ore 10,30 a Torino in piazza CLN davanti alla Fontana del Po porteranno in piazza i propri maiali che
vengono pagati poco piu’ di 1,2 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre i cittadini sono costretti a pagare oltre 24 euro al chilo il prosciutto.

A spingere i prezzi verso l’alto sono state le notizie governative sugli effetti dell’alluvione nel Mid West dove è stato sommerso dall’acqua il 10 per cento del terreno a
coltivazioni di mais dell’Iowa considerato il granaio degli Stati Uniti. Il record fatto segnare dal mais e dalla soia ha trascinato – precisa la Coldiretti – anche orzo e grano che hanno fatto
segnare un forte balzo in avanti nelle quotazioni. Un andamento che, dopo il calo dei mesi scorsi, potrebbe rappresentare – secondo la Coldiretti – una inversione di tendenza con i prezzi delle
materie prime agricole che riprendono ad aumentare per effetto delle informazioni sugli andamenti dei raccolti mondiali minacciati da maltempo e siccità.

Ammontano a 1,2 milioni gli ettari di terreno coltivati a mais colpiti dall’alluvione negli Stati Uniti da dove partono – precisa la Coldiretti – il 60 per cento del mais, un terzo della soia e
un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale. Ma difficoltà si registrano anche in altri Paesi produttori come in Cina dove si sono già verificati
allagamenti nel Guangdong, una importante zona agricola, dove si produce riso, frutta e verdura con 860mila ettari di terreno danneggiati. La mancanza di pioggia, peraltro, ha costretto
l’Australia a tagliare del 9 per cento le sue stime sul raccolto di grano, dopo che il mese di maggio è stato il più asciutto degli ultimi anni.

La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti climatici, l’aumento del benessere in economie emergenti come la Cina e l’India e la crescita della popolazione si
traduce – sostiene la Coldiretti – in una maggiore richiesta di sicurezza alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione che richiede un cambiamento delle gerarchie
all’interno dell’economia e un ruolo piu’ centrale da svolgere per l’agricoltura che – sottolinea la Coldiretti – ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità di
cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre – conclude la Coldiretti – investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli
approvvigionamenti nelle diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle
esportazioni.

Leggi Anche
Scrivi un commento