Coldiretti: Anche a Ferrara hanno debuttato le “ronde gialle”

Coldiretti: Anche a Ferrara hanno debuttato le “ronde gialle”

Stamattina oltre cinquanta soci, tra cui il presidente provinciale Mauro Tonello, il vice presidente Loris Braga, il delegato di Giovani Impresa Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, oltre al
direttore Luigi Zepponi ed a tutti i segretari di zona dell’organizzazione agricola, hanno visitato alcuni punti vendita della grande distribuzione organizzata, di diverse marche, per verificare
“sul campo” quello che oggi viene proposto in vendita ai consumatori nei reparti dell’ortofrutta e del fresco.

Pur con le debite differenziazioni a causa delle diverse tipologie di superficie di vendita, sono emersi alcuni aspetti interessanti: prima di tutto la presenza di prodotti stranieri, come
pesche spagnole o prugne francesi o pere spagnole e sud americane, in diretta concorrenza con i prodotti italiani che vengono sottopagati in campo. Poi la presenza di prodotti “camuffati” da
italiani ma che in realtà vengono da molto lontano, come aglio spagnolo o argentino, ma anche cipolle messicane, proposti con cartellini che riportano nomi e suggestioni italiane.

Altra nota dolente riguarda alcuni prodotti, proposti a libero servizio, in evidenti condizioni di deperimento o danneggiati con ammaccature o spaccature (melanzane, patate, zucchine, meloni).
Riguardo i prezzi in linea di massima al prezzo più elevato corrisponde anche una qualità maggiore, come dovrebbe essere logico: un po’ meno logiche differenze abissali di prezzo
su prodotti simili tra una catena e l’altra, così come prezzi ribassati e tagliati su prodotti esteri mentre quelli “made in Italy” , più costosi rispetto alla promozione,
rischiano di non essere acquistati da chi non è abituato purtroppo a conoscere la stagionalità e la qualità dei prodotti ma bada esclusivamente al prezzo basso.

“Abbiamo voluto vedere direttamente, con un giro pacifico nei punti vendita di Ferrara e di Comacchio – riferisce Tonello – le produzioni che sono proposte in questo periodo dell’anno, mentre
in campagna non abbiamo a volte neppure interesse a raccogliere i nostri prodotti. Abbiamo trovato prodotti locali, proposti ad un prezzo equo, a nostro avviso, rispetto alla qualità, ma
anche prodotti che non ci sembra indispensabile reperire all’estero ora, visto che sia nella nostra provincia ma un po’ in tutta Italia, si stanno raccogliendo i nostri: dalle pesche, ai
meloni, alle prugne, all’aglio, alle pere estive, sono diversi i prodotti che la GDO mette in vendita accanto a quelli italiani, spesso a prezzo inferiore. Ma il gioco al continuo ribasso non
può continuare a lungo: in una annata come questa sono molti i frutticoltori che stanno pensando di eliminare i loro frutteti, con le pesche che costano in campo la metà di dieci
anni, e che per acquistare una bottiglietta d’acqua ne occorrono al “cambio” attuale oltre 4 kili, o 5,5 per un semplice caffè.”

Coldiretti chiede che si ripensi all’accordo interprofessionale nazionale, che limiterebbe l’immissione sul mercato di prodotti di minore qualità e calibro, che si rivedano regole e
comportamenti commerciali, che si avviino i ritiri dal mercato in modo più efficace, che si promuova maggiormente il prodotto italiano, presentandolo in modo diverso nei punti vendita,
ad esempio con pezzature e grado di maturazione ottimali per il consumo, e che si affronti il nodo strutturale di un settore che sta vivendo crisi sempre più ravvicinate, bruciando
peraltro risorse preziose per tutta l’agricoltura italiana.

“Non mancheremo in nessun tavolo di confronto e di lavoro che nei prossimi giorni dovesse aprirsi, ma ad una condizione: che sia produttivo e che possa servire a fare non solo chiacchere, delle
quali nessuno più sa cosa farne, ma documenti o meglio ancora accordi sottoscritti nero su bianco – conclude Tonello – sia per l’ortofrutta ma anche per altri prodotti che abbiamo
constatato essere altrettanto in crisi, come ad esempio il pesce.

Nei sopralluoghi di stamattina di pescato locale non abbiamo visto traccia, mentre abbondano pesci e crostacei che vengono da mari lontani o da oceani distanti migliaia e migliaia di km: siamo
sempre convinti che il concetto del consumo di prodotti locali, quantomeno nazionali, sia una grande opportunità per i settori interessati, oltre che un bel biglietto da visita nei
confronti anche dei turisti attratti dal vero made in Italy. Auspichiamo, anche attraverso le nostre periodiche azioni di sensibilizzazione di poter invertire la rotta, rischiamo altrimenti di
chiudere bottega pur avendo a disposizione il grande patrimonio dei nostri prodotti agro alimentari ed un territorio unico, che non dobbiamo sprecare e sul quale la speculazione e le
distorsioni del mercato non devono prevalere.”

http://www.ferrara.coldiretti.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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