Clonazione alimentare, stop di cinque anni dalla Commissione Europea

Clonazione alimentare, stop di cinque anni dalla Commissione Europea

Niente procedure di clonazione alimentare di bovini e suini per cinque anni. Questa la pronuncia della Commissione Europea, arrivata oggi e che segue quanto preannunciato.

Oltre al periodo di stop, le autorità di Bruxelles ricordano come la moratoria non impedisce “La clonazione per la ricerca, per la ricerca farmaceutica, o ancora per preservare le specie
in via di sparizione”. Al contrario, semaforo rosso per alcune importazioni: cloni vivi e carne e latte di animali clonati.

Particolare situazione per embrioni e semi: si al loro ingressi nell’Unione, ma devono essere sottoposti a rintracciabilità (cioè avere uno specifico certificato) prima di entrare
nel mercato comunitario. Infine, strada aperta anche per i cavalli da corsa, in quanto non destinati all’alimentazione.

Riguardo alle motivazioni, gli esperti UE spiegano come, osservando le creature fin ora clonate, emergono con frequenza anomalie come la difficoltà di deambulazione o problemi
respiratori. Quindi, sostengono gli scienziati, la moratoria tutela due ambiti: la salute dei consumatori ed il benessere animale.

Sul piano normativo, la comunicazione varata oggi è stata già sottoposta all’attenzione anche di Consiglio e Parlamento in un incontro informale con la Commissione che si è
tenuto a Strasburgo, mentre si ritiene che una proposta formale di regolamento arriverà nel 2011.

Favorevole la Coldiretti: “La commissione Europea che ha dovuto tenere conto del fatto che la maggioranza assoluta dei cittadini europei e italiani, secondo l’ultima indagine di Eurobarometro,
bocciano la possibilità che latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati arrivino sulle tavole per motivi ambientali, etici, sanitari ed economici, avendo peraltro ben chiaro
il significato della nuova tecnica”.

L’associazione ricorda il caso della Danimarca, “L’unico Stato membro che ha deciso un divieto nazionale sull’utilizzo della clonazione di animali a scopi commerciali, mentre alcuni paesi terzi
stanno gia’ utilizzando la clonazione per produrre animali da allevamento. Un allarme che è stato oggetto di una indagine dell’agenzia per gli standard alimentari britannici che ha
confermato che la carne prodotta da almeno un toro nato da esemplari clonati è stata messa in commercio questa estate in Gran Bretagna illegalmente e verosimilmente è stata
mangiata.


  Gli animali clonati muoiono prima di quelli allevati in modo tradizionale e presentano anche più anomalie alla nascita secondo il documento dell’Agenzia per la sicurezza
alimentare europea (EFSA) sulla clonazione dal quale si evidenzia che, secondo gli studi scientifici presi in esame dall’Agenzia, gli animali clonati hanno un tasso di mortalità
più alto rispetto agli altri e sono affetti da anomalie dello sviluppo”.

In conclusione, il messaggio è chiaro: “La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di
scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità’ di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi”.

Matteo Clerici

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