Clima – Coldiretti: “Con l’effetto serra rischia anche il Made in Italy”

Clima – Coldiretti: “Con l’effetto serra rischia anche il Made in Italy”

Roma – Il riscaldamento del pianeta provoca il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei
vini e mette a rischio anche il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’allarme lanciato da un gruppo di produttori francesi di vino e da
Greenpeace dalle colonne del quotidiano Le Monde che chiedono al presidente e al ministro dell’Ambiente di agire tempestivamente e di perorare la causa al prossimo vertice globale sul clima di
Copenaghen”.

Se le ondate di calore estive e le devastanti grandinate che colpiscono il sud della Francia rischiano di compromettere la produzione francese la situazione potrebbe diventare preoccupante
anche in Italia. I prodotti tipici devono le proprie specifiche caratteristiche “essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla
combinazione di fattori naturali e umani” che il surriscaldamento del pianeta rischia – sottolinea la Coldiretti – di compromettere. Un pericolo che in Italia riguarda un paniere di prodotti
che – continua la Coldiretti – ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine e nelle specialità
tradizionali.

L’aumento delle temperature provoca anche la migrazione dei prodotti tipici verso nord con un processo che è in realtà in Italia si sta già verificando un significativo
spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l’olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi. Ma i cambiamenti climatici in corso si manifestano
anche – sottolinea la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, un maggiore rischio per gelate tardive,
l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti come le cavallette e la riduzione delle riserve idriche. Si tratta di processi – conclude la Coldiretti – che
rappresentano una nuova sfida per l’impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

 

Leggi Anche
Scrivi un commento