Class action Parmalat: il tribunale di New York accetta il ricorso Aduc

By Redazione

 

Firenze – Si è svolta ieri 24 settembre l’udienza avanti il Tribunale di New York, nella quale e’ stata esaminata l’obiezione promossa da noi e da 32 investitori italiani
contro il Piano di Riparto presentato dai legali della class action Parmalat, che prevede un risarcimento dei danneggiati Usa, a parita’ di danni, con una proporzione di 1 a 3 (per le
obbligazioni) o addirittura 1 a 4, rispetto ai non americani.

Per l’Aduc e i risparmiatori che si sono rivolti a noi per questa opposizione era presente l’Avv. Pietro Adami.

Nell’udienza si e’ anche discussa l’ulteriore mozione da noi proposta (nessun’altra associazione si e’ presentata o ha depositato memorie) per ottenere una nuova traduzione dei
documenti inviati dal Claim Administrator della class action ai danneggiati italiani, perche’ erano scritti in linguaggio incomprensibile ed errati nel contenuto.

La Corte ha accolto la nostra richiesta, i documenti vengano ritradotti e possibilmente approvati da coloro che hanno obiettato, e quindi inseriti sul sito ufficiale della class action
e rispediti a tutti gli aventi diritto di cui si conoscano i recapiti.

Invitiamo chi ha subito perdite nel caso Parmalat a registrarsi sul sito per ricevere i nuovi documenti quando saranno disponibili.

Slitta, di conseguenza, il termine per esercitare il diritto di opposizione. Viene inoltre ulteriormente prorogato (le nuove scadenze saranno note approssimativamente tra un mese) sia
il termine per inviare le domande di risarcimento che per presentare, se sara’ il caso, nuove obiezioni (60 giorni dall’invio dei documenti ritradotti).

Le spese per le nuove traduzioni e invii NON saranno addebitate ai danneggiati e verranno invece -come da noi chiesto- sostenute dai legali della Class e dal Claim Administrator.

L’avv. Adami sta predisponendo una memoria suppletiva per la Corte, e presentera’ nuovamente le ragioni a sostegno della richiesta di modifica del piano di distribuzione, perche’
eccessivamente penalizzante gli investitori non americani, e chiedera’ di ridurre la percentuale richiesta dai legali della classe a titolo di compenso (18,5%), o quantomeno di
addebitare tali costi con la stessa proporzione con cui verranno ripartiti i risarcimenti, caricando quindi gli investitori americani della maggior parte di essi.

Perdura invece il silenzio di chi, Lead Plaintiffs, avrebbe dovuto supervisionare, monitorare e indirizzare l’operato dei legali che hanno predisposto il piano di riparto e che quindi
avrebbe dovuto aver dare il proprio assenso (su che basi, non e’ dato di sapere) al diverso trattamento dei danneggiati di diverse nazionalita’.

Invitiamo tutti coloro che intendono sostenere questa iniziativa dell’Aduc, anche al fine di appoggiare la seconda fase dell’opposizione al piano di riparto, a compilare il modulo
presente a questo indirizzo:

In questo modo i risparmiatori interessati verranno aggiornati sugli sviluppi e riceveranno opportuno istruzioni per aderire.

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio

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