Class action: 3,5 milioni di cittadini contro la dipendenza da fumo

Class action: 3,5 milioni di cittadini contro la dipendenza da fumo

Nel corso nel convegno sul tabagismo tenutosi oggi all’Iss in occasione della “Giornata mondiale senza il tabacco”, il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha illustrato i dettagli della
prima class action italiana per danni da fumo, intentata dall’associazione e da tre fumatori oramai schiavi delle sigarette.

L’azione collettiva – ha spiegato Rienzi – partirà oggi stesso dinanzi al Tribunale di civile di Roma, nei confronti della BAT Italia s.p.a,, e potranno aderirvi tutti i fumatori dei
marchi di sigarette prodotti da tale società (circa 3,5 milioni di cittadini in Italia).

Il presupposto principale della class action poggia sulla responsabilità di BAT Italia per non aver eliminato dalle sigarette la nicotina, e per aver incrementato gli effetti di
dipendenza dalla nicotina aggiungendo al tabacco oltre 200 additivi.

Il risarcimento che ciascun fumatore può richiedere aderendo all’azione del Codacons è pari a 3.000 euro, per un totale complessivo di 10,5 miliardi di euro, e i marchi di
sigarette interessati sono: MS, Alfa, Bis, Brera, Colombo, Cortina, Esportazione, Eura, HB, Kent, Lido, MS Club, Mundial, Nazionale, Nazionali, N80, Rothmans, SAX Musical, St. Moritz, Stop,
Super, Zenit, Vogue, Dunhill, Kent, Lucky Strike e Pall Mall.

Sul fronte della giurisprudenza, la class action si basa su una sentenza della Corte di Cassazione (n. 26516/09) che ha così stabilito: “la produzione e la vendita di tabacchi lavorati
integrano una attività pericolosa, ai sensi dell’art. 2050 c.c., poiché i tabacchi, avendo quale unica destinazione il consumo mediante il fumo, contengono in se, per la loro
composizione biochimica e per la valutazione data dall’ordinamento, una potenziale carica di nocività per la salute”.

Da ciò ne deriva che il produttore di sigarette, esercitando attività pericolosa, ai sensi dell’art. 2050 c.c. è tenuto al risarcimento dei danni derivanti
dall’attività che svolge, se non prova di aver adottato “tutte” le misure idonee a evitare il danno.

Al convegno odierno il Codacons ha poi svelato un importantissimo studio svizzero commissionato dall’Ufficio federale della Sanità Pubblica, che dimostra come lo scopo degli oltre 200
additivi inseriti nelle sigarette sia quello di aumentare la dipendenza nei fumatori. Si legge testualmente nella ricerca svizzera:

“La quantificazione di alcune di queste sostanze ha fatto registrare, tra le altre cose, elevate concentrazioni di mentolo in sigarette non mentolate (0,02-13,3 μg/g), di 2-etil-1-esanolo
(0,06-12 μg/g) e di alcol benzilico (6,6-40,8 μg/g), tutte ottenute mediante aggiunta. Tra questi, a porre problemi è soprattutto il mentolo poiché rallenta la
decomposizione della nicotina e sembra rendere più piacevole l’inalazione e il transito attraverso le vie respiratorie”  …

“Concludendo, si è stabilito che mediante la diffusa aggiunta di mentolo e l’alta concentrazione di ammonio si influisce sull’inalazione del fumo e sul potenziale di stimolazione della
dipendenza della sigaretta”.

Al tabacco delle sigarette vengono anche aggiunti – come riferisce sempre lo studio in questione – oltre che i composti di ammonio e il mentolo, di cui sono state spiegate le connessioni con la
nicotina e la dipendenza, anche il cacao e la liquirizia.

Da oggi attraverso i moduli pubblicati sul sito www.codacons.it i fumatori dei marchi prodotti dalla B.A.T. Italia S.p.a. potranno fornire la propria preadesione alla class action promossa dal
Codacons. Sul blog www.carlorienzi.it è invece pubblicata la lista completa degli additivi inseriti nelle sigarette.

Codacons.it
Redazione Newsfood.com+WebTV

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