Cinque per mille: i dati delle preferenze 2006

Roma, 17 Ottobre 2007 – Il 12 ottobre 2007 si è svolta presso l’Agenzia delle entrate la Conferenza stampa di presentazione della ripartizione completa delle somme destinate al 5
per mille, come previsto dalla Legge finanziaria per il 2006 (Legge 23 dicembre 2005, n° 296, articolo 1, comma 337).

La citata Legge disponeva in via sperimentale la destinazione – in base alla scelta dei contribuenti – di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef),
per finalità di sostegno al volontariato, di finanziamento della ricerca scientifica e delle università, di finanziamento della ricerca sanitaria, di finanziamento di
attività sociali svolte dai Comuni.

Con le loro scelte i contribuenti hanno versato la somma complessiva di 345,2 milioni, di cui 328,9 milioni sono stati ripartiti tra gli aventi diritto. Non sono stati ripartiti i restanti 16,3
milioni in quanto relativi a scelte effettuate in favore di soggetti esclusi dal beneficio.

Questa la ripartizione delle quote:

192,9 milioni di euro al volontariato,
51,1 milioni di euro alla ricerca scientifica,
46,7 milioni di euro alla ricerca sanitaria,
37,9 milioni di euro ai Comuni.
I contribuenti che hanno operato la scelta sono stati 15,8 milioni, ma solo 13,4 milioni hanno effettivamente devoluto una quota dell’Irpef, in quanto 2,4 milioni hanno presentato una
dichiarazione con imposta netta pari a zero (non utilizzabile ai fini del calcolo del beneficio).

L’importo medio devoluto da ogni contribuente è pari a 25,7 euro, con punte di 27,3 euro per la ricerca scientifica, di 26,5 euro per il volontariato, di 24,7 per la ricerca sanitaria,
di 21,7 euro per i Comuni.

Nel complesso i soggetti beneficiari sono 29.532, di cui 20.958 associazioni di volontariato, 439 Enti ed Università che svolgono ricerca scientifica, 49 soggetti che svolgono ricerca
sanitaria e 8.086 Comuni.

Gli italiani, dunque, hanno ampiamente utilizzato la possibilità – offerta dalla legge finanziaria del 2006 -, di destinare a finalità sociali una quota della propria Irpef.

Alla ripartizione delle quote si è arrivati dopo un articolato lavoro svolto dall’Agenzia delle entrate che, oltre a curare l’elenco degli Enti del volontariato (Onlus, Associazioni di
promozione sociale, Cooperative sociali, Fondazioni e Associazioni riconosciute), ha effettuato, attraverso l’analisi delle diverse tipologie di dichiarazioni fiscali, l’individuazione delle
scelte dei contribuenti, determinando l’importo destinato ai singoli beneficiari.

I dati saranno ora trasmessi ai Ministeri competenti (Università e ricerca scientifica, Salute, Solidarietà sociale, Interno) ed alla Ragioneria generale dello Stato, che ha
l’incarico di erogare le rispettive somme agli interessati

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