Cia: Wto, la tutela delle indicazioni geografiche è una priorità irrinunciabile

La Cia commenta negativamente la posizione di chiusura degli Usa sulla difesa delle Ig che pone seri ostacoli al negoziato di Ginevra. Vanno eliminati i nostri prodotti mediterranei dalla lista
di quelli tropicali. Le regole del commercio devono essere eque per tutti.

Il secco “no” degli Usa agli impegni multilaterali rivolti alla tutela delle indicazioni geografiche rischia di far saltare la trattativa di Ginevra. Siamo in presenza di una posizione che pone
ostacoli insormontabili almeno per il nostro Paese che non può assolutamente rinunciare alla difesa delle sue produzioni tipiche. Così si è espressa la
Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle dichiarazioni della negoziatrice commerciale statunitense Susan Schwab che apre non poche incognite su un negoziato già di
per sé molto difficile.

Il governo italiano -sottolinea la Cia- aveva dichiarato non essere disposto ad accettare un accordo a tutti i costi e di voler condizionare il consenso dell’Italia al raggiungimento di due
risultati: eliminazione dei nostri prodotti mediterranei dalla lista dei prodotti tropicali ed inserimento della tutela delle indicazioni geografiche.

Il commissario Mandelson, che opera a Ginevra nei limiti del mandato del Consiglio Ue, deve rispettare i vincoli imposti da quest’ultimo. Un mandato che -rimarca la Cia- afferma chiaramente che
l’organismo comunitario “ha riconfermato l’importanza di raggiungere un risultato globale, ambizioso ed equilibrato all’interno delle diverse aree dell’Agenda di Doha (il negoziato in corso),
nell’accesso ai mercati agricoli e non agricoli inclusi anche i servizi, le regole, la facilitazione al commercio, e le indicazioni geografiche”.

Se ciò, come pensiamo, non potrà avvenire, chiediamo -rileva la Cia- che da parte comunitaria vi sia coerenza ed una secca opposizione ad una eventuale bozza di
documento Wto che non impegni alla realizzazione del Registro multilaterale delle indicazioni geografiche dei vini e all’estensione alle altre indicazioni geografiche della tutela accordata a
questi ultimi.

A tal proposito la Cia ricordiamo che l’Ue, insieme all’India, hanno recentemente intensificato l’alleanza di oltre cento Paesi in via di sviluppo a favore della tutela delle indicazioni
geografiche in ambito Wto, agganciando a questo tema le richieste di una tutela internazionale della biodiversità, in termini di origine delle risorse genetiche e del sapere
tradizionale a queste associato.

Un risultato concreto poteva essere raggiunto, ma, ora, l’opposizione netta degli Usa pone un ostacolo ad oggi insormontabile. I sacrifici che si chiedono all’agricoltura italiana, come la
riduzione dei sussidi agricoli, l’eliminazione delle restituzioni all’export, il taglio dei dazi doganali per numerosi prodotti strategici, non possono e non devono essere ulteriormente
aggravati, senza peraltro ottenere nulla in cambio. Le regole del commercio -conclude la Cia- devono essere eque per tutti.

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