CIA: Quote latte – Bene l’impegno del ministro Zaia contro qualsiasi sanatoria

 

La Cia sottolinea che la legalità va salvaguardata, al di là del possibile aumento del plafond produttivo per il nostro Paese. Vanno tenute nel debito conto le
difficoltà che oggi sono costretti ad affrontare i produttori, alle prese con prezzi alla stalla non remunerativi e costi in continua crescita.

Prendiamo atto, con soddisfazione, delle precisazioni del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia che si è detto contrario alle sanatorie in materia
di quote latte. Tuttavia, al di là del possibile aumento del plafond per il nostro Paese, chiediamo che vengano tutelati tutti quei produttori, e sono molti, che sono stati nelle
regole e hanno rispettato la legalità. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

D’altra parte, la Cia ha sostenuto in ogni momento la piena legalità nel settore e si è battuta contro il cosiddetto «latte in nero», che contribuisce ad
indebolire il prezzo del prodotto alla stalla, e per la difesa e la valorizzazione degli allevatori che in questi ultimi anni hanno investito acquistando quote per aumentare la propria
posizione.

La Cia, comunque, ribadisce che è stata sempre contraria all’introduzione in Europa del regime delle quote di latte. Non si concepivano allora e non si concepiscono tuttora
forme di costrizione nei confronti della produzione. Al contrario, era importante favorire l’autogoverno dei produttori.

Tutto ciò, però, non deve far dimenticare le difficoltà che oggi attraversa la zootecnia e in particolare quella da latte, con prezzi alla stalla non remunerativi e
costi di gestione in continua crescita. Non a caso, la Cia da tempo ha proposto un Piano strategico nazionale che affronti i gravi problemi del settore e dia nuove prospettive agli
allevatori. Un Piano che coinvolga le istituzioni nazionali e territoriali e tutti i vari protagonisti della filiera lattiero-caseraria in una azione condivisa di indirizzi e di
interventi, proprio per assicurare alle aziende quelle certezze di crescita che oggi, purtroppo, ancora mancano.

 

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