CIA: la bistecca artificiale è inutile e pericolosa
21 Agosto 2008
La Cia commenta la notizia, apparsa sulla “Repubblica”,  circa  studi americani per la “carne in provetta” ed esprime forti perplessità .
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Ovviamente più che di una notizia si tratta di una suggestione, molto più simile alla fantascienza che ad una realtà prossima. L’aspetto
pericoloso della vicenda è da ricercarsi nel principio ispiratore della ricerca, che allude alla fine dell’agricoltura e intravede la possibilità di creare cibo in
laboratorio per sfamare la crescente domanda del mondo. Non serve la bistecca artificiale, serve solamente più agricoltura nel pianeta.
Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’articolo comparso sul quotidiano “la Repubblica”, che riferisce di studi americani per la realizzazione di carne in
provetta a scopi alimentari.
Esprimiamo forti perplessità -prosegue la Cia- verso investimenti, studi e ricerche che mirano alla standardizzazione e alla omologazione degli alimenti e ignorano ogni principio
di precauzione sull’impatto salutistico. Sarebbe più opportuno orientare gli sforzi e l’impegno su altri modelli di ricerca e innovazione in campo agricolo.Â
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Siamo contrari oggi alla carne clonata e lo saremo  ancor di più domai per quella artificiale.
I nostri produttori -puntualizza  l’organizzazione agricola- allevano in modo naturale e realizzano carni che rispondono ad eccellenti standard
qualitativi, si tratta di alimenti sani e buoni.
Se pur tra mille difficoltà , tra costi in lievitazione e redditi in sofferenza, gli allevatori italiani -conclude la Cia- devono essere stimolati sempre a migliorare la produzione
ed accrescere le loro aziende, senza lo “spauracchio” di una loro imminente inutilità . Il “made in italy” alimentare rimane oggi uno dei fiori all’occhiello
dell’economia nazionale sui mercati mondiali e lo sarà anche in futuro.





