CIA: la bistecca artificiale è inutile e pericolosa

La Cia commenta la notizia, apparsa sulla “Repubblica”,  circa  studi americani per la “carne in provetta”  ed esprime forti perplessità.
  

Ovviamente più che di una notizia si tratta di una suggestione, molto più simile alla fantascienza che ad una  realtà prossima. L’aspetto
pericoloso della vicenda è da ricercarsi nel principio ispiratore della ricerca, che allude alla fine dell’agricoltura e intravede la possibilità di creare cibo in
laboratorio per sfamare la crescente domanda  del mondo. Non serve la bistecca artificiale, serve solamente più agricoltura nel pianeta.

Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’articolo comparso sul quotidiano “la Repubblica”, che riferisce di studi americani per la realizzazione di carne in
provetta a scopi alimentari.

Esprimiamo forti perplessità -prosegue la Cia- verso investimenti, studi e ricerche che mirano alla standardizzazione e alla omologazione degli alimenti e ignorano ogni principio
di precauzione sull’impatto salutistico. Sarebbe più opportuno orientare gli sforzi e l’impegno su altri modelli di ricerca e innovazione in campo agricolo. 
 

Siamo contrari oggi alla carne clonata e lo saremo  ancor di più domai  per  quella artificiale.

I nostri produttori -puntualizza  l’organizzazione agricola-  allevano in modo naturale e realizzano carni che rispondono ad  eccellenti standard
qualitativi, si tratta di alimenti sani e buoni.

Se pur tra mille difficoltà, tra costi in lievitazione e redditi in sofferenza, gli allevatori italiani -conclude la Cia- devono essere stimolati sempre a migliorare la produzione
ed accrescere le loro aziende, senza  lo “spauracchio” di una loro imminente inutilità. Il “made in italy” alimentare rimane oggi uno dei fiori all’occhiello
dell’economia nazionale sui mercati mondiali e lo sarà anche in futuro.

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