CIA: “Giù le mani dal tabacco!”

Perugia – La Cia dell’Umbria sottolinea come lo stato di incertezza, in cui sono stati costretti ad operare i produttori, sia per effetto delle ultime Ocm che hanno interessato il
settore, che per la remunerazione del prodotto non sempre adeguata, ha determinato una riduzione del numero di produttori e della quantità di prodotto.

L’entrata in vigore della seconda fase della riforma Pac, quella relativa al periodo 2010-2013, se non modificata determinerà la chiusura del settore tabacco. Infatti il trasferimento
degli aiuti accoppiati al Piano di sviluppo rurale (114 milioni di euro) farebbe mancare del tutto gli aiuti alla produzione.

Per questi motivi la Cia dell’Umbria ha fatto propria la proposta di proroga della fase transitoria degli aiuti fino al 2013, col convincimento che questo possa permettere alla filiera umbra
del tabacco di organizzarsi rispetto ai nuovi orientamenti che adotterà la Politica agricola comune nel 2009.

Per questi motivi esprimiamo forte apprezzamento per l’impegno profuso da importanti livelli istituzionali, in particolare quello della Regione Umbria e del ministro delle Politiche agricole
Paolo De Castro, anche se finora questo non ha modificato l’atteggiamento ostile della Commissione europea. Così come il Parlamento europeo non è riuscito, in Commissione
Agricoltura, ad approvare emendamenti favorevoli al settore proposti da europarlamentari sia del centro destra che del centro sinistra.

Rilanciare l’azione per riaprire il negoziato che possa portare alla proroga e salvare il settore tabacco è convincimento profondo della Cia dell’Umbria.

Si sottolinea, tuttavia, come sia necessario, per il mantenimento del settore, il rilancio delle condizioni di mercato oltre alle modifiche normative comunitarie.

Occorre premiare lo sforzo di miglioramento qualitativo posto in essere dai produttori, che ha fatto fare notevoli passi avanti in direzione di una maggiore qualità e salubrità
del prodotto. Notevole è stato l’apporto dato al miglioramento della qualità dall’adozione del Disciplinare di Produzione del Bright così come per la tracciabilità
delle produzioni e il miglioramento genetico. Lo sforzo finora profuso ha determinato un aumento di prezzo per il tabacco prodotto 2007 di circa il 10 per cento.

Però nonostante le innovazione adottate non è stato ancora raggiunto il pareggio tra i costi di produzione e i ricavi complessivi.

Per questo la Cia coglie l’occasione per ribadire la necessità di un ulteriore adeguamento dei prezzi in occasione dell’attuale fase di contrattazione per il 2008, questa è
condizione necessaria, anzi indispensabile ad evitare ulteriori abbandoni.

La Cia Umbria inoltre ribadisce la necessità di continuare la coltivazione del tabacco per l’elevato contributo che questo settore apporta in termini sociali ed economici dell’Umbria.

Per questi motivi ci riconosciamo totalmente nella «iniziativa di confronto» proposta dall’Interbright di domani 2 aprile, alle 10.30, presso il Centro servizi di Cerbara di
Città di Castello, durante la quale la Cia chiederà l’impegno alle istituzioni, ai partiti e ai candidati alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile nel rilancio generale fatto di
proposte e forme di lotta, a salvaguardia del settore tabacchicolo attraverso:

– l’azione di pressione verso la Commissione Ue e il commissario Mariann Fischler Boel affinché si proroghi il regime transitorio utilizzando soprattutto gli appuntamenti previsti per la
valutazione dell’ «Healt check» sulla Pac;

– il rilancio degli accordi tra ministero delle Politiche agricole e le manifatture affinché si possano dare maggiori e necessari elementi di certezza sulla quantità di prodotto
richiesto, ma anche sui livelli di remunerazione che dovranno sempre più essere legati ai costi di produzione.

Leggi Anche
Scrivi un commento