Cia: Crisi mutui, si aggravano i problemi per le imprese agricole

Il presidente della Cia Giuseppe Politi avverte: le difficoltà economiche possono mettere in ginocchio la nostra agricoltura. Dalla legge finanziaria nessuna risposta valida.
Occorrono misure concrete per ridurre gli oneri che pesano sulle aziende. Una propulsiva iniziativa sindacale per sollecitare attenzione, ma soprattutto un rinnovata politica.
Indispensabile la Conferenza nazionale. Non servono gli spot come i “prodotti a km zero”.

“La profonda crisi delle borse non risparmia l’agricoltura italiana. E gli effetti già si vedono palesi: aumento vertiginoso dei costi produttivi, calo dei prezzi
praticati sui campi, irrigidimento nelle concessioni di credito da parte della banche. Il che si tradurrà, purtroppo, in un nuovo taglio dei redditi per gli imprenditori
agricoli. Da qui l’impellente esigenza di intervenire con misure che alleggeriscano il pesante carico che oggi comprime in maniera asfissiante le capacità produttive e
competitive delle aziende”. Lo ha sottolineato il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana Giuseppe Politi per il quale serve, al più presto, una sterzata
che, a cominciare dalla Conferenza nazionale, garantisca al settore gli strumenti per operare con efficacia sul mercato, altrimenti “c’è il pericolo che molte
imprese, soprattutto le più esposte alle turbolenze economico-finanziarie, chiudano, con gli effetti facilmente immaginabili”.

“L’agricoltura italiana -avverte Politi- sta attraversando uno dei più difficili momenti della sua più recente storia. In un mercato sempre più vasto e
competitivo, le imprese agricole mostrano una crescente difficoltà a recuperare margini di efficienza ed a produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione ed agli
investimenti. Pesano, ed aggravano questa situazione, le anomalie ed il malfunzionamento del mercato, soprattutto per quanto riguarda il meccanismo di formazione dei prezzi”.

“Un quadro preoccupante al quale – sostiene il presidente della Cia – la legge finanziaria per il 2009 non dà risposte valide. I problemi degli imprenditori agricoli
italiani restano tali, anzi possono, nei prossimi mesi, aggravarsi ulteriormente. Servono, invece, misure per cercare di ridurre i costi e gli oneri imprenditoriali, alleggerire il
carico fiscale, facilitare l’accesso al credito per gli investimenti. Insomma, occorrono azioni rapide e scelte condivise per superare una crisi che per l’agricoltura non ha
precedenti negli ultimi venti anni”.

“Da qui -rimarca Politi- nasce la nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale. Non una mera protesta, ma un’azione responsabile per richiamare
l’attenzione nei confronti del mondo agricolo italiano che non può continuare ad agire in un contesto sempre più difficile e privo di prospettive. Sono
indispensabili concreti provvedimenti. Altro che ‘prodotti a km zero’ o spot del genere che non risolvono i problemi dei produttori né quelli dei consumatori”.

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