Cia Basilicata: energie rinnovabili per uscire dalla crisi

Cia Basilicata: energie rinnovabili per uscire dalla crisi

Sfruttare la terra, una volta esclusiva dell’agricoltura per produrre energie rinnovabili. Così facendo, si otterrebbero risorse contro la crisi.

Questa la proposta di Cia Basilicata, che in occasione della Giornata Mondiale della Terra fa il punto sull’utilizzo del suolo nella Regione, tra problemi ed opportunità.

Di sicuro, l’aumento dei suoli a riposo, cresciuti di 12.700 ettari. Di pari passo, il calo dei terreni coltivati: colpite tutti le principali colture, dai cereali (- 80.500 ha), il vino (-
3.500 ha), il legno (-5.600 ha), gli agrumi (- 1.900 ha), l’olivo (-967 ha), le patate (523 ha), le barbabietole da zucchero (-517 ha). Stesso discorso per gli orti, simbolo della natura
familiare dell’agricoltura: si sono ridotti di 484 ettari, circa il 32,% in meno.

Allora, la Cia vuole trasformare il problema in opportunità: si dovrebbe allora partire “Da una parziale riconversione delle aziende agricole” con l’obiettivo di “Arrivare a rifornire il
nostro Paese non solo di cibo, ma anche di energia (e) l’istituzione del Distretto regionale agroenergetico per Basilicata, un modo per rendere competitive e a maggiore redditività il
sistema della Pmi imprese specie quelle agricole”.

Per questo, parlando alla politica, la Cia espone il suo progetto: “Un piano regionale di sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura che preveda finanziamenti a quei produttori agricoli
che possano produrre bioenergie o partecipare alla gestione di impianti di piccola e media taglia (microcogenerazione da 1 e 2 megawatt)”.

Matteo Clerici

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