CGIL-CISL-UIL rispondono a Confindustria sulla sicurezza sul lavoro

By Redazione

Confindustria finalmente esce allo scoperto sulla questione sicurezza, per bocca del suo vicepresidente Alberto Bombassei viene affermato che «nel testo ci sono carenze e
criticità», «misure propagandistiche e demagogiche» che inducono a sospettare che siano «motivate da questa fase pre-elettorale» perché «sono
improntate sostanzialmente all’inasprimento delle sanzioni, invece bisogna rivedere e favorire la diffusione di una cultura sulla sicurezza».

I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Paola Agnello Modica, Renzo Bellini e Paolo Carcassi, vogliono l’attuazione della delega «per meglio tutelare le lavoratrici ed i lavoratori
che noi rappresentiamo. Sono le donne e gli uomini che con la loro fatica costruiscono concretamente la ricchezza del Paese e che ambirebbero tornare a casa la sera integri».
I tre dirigenti sindacali rilevano che «il sindacato non potrebbe condividere un testo che non contenesse rinvii alla contrattazione (sindacati ed imprese hanno espresso punti di vista
inconciliabili sul peso da assegnare alla contrattazione), ma non può neppure accettare lo svuotamento della norma, ad esempio sul tema della rappresentanza dei lavoratori, come proposto
da Confindustria al tavolo. Anzi – aggiungono – serve di più sulla catena degli appalti (il 92% delle morti e l’89% degli infortuni gravi avviene nelle imprese sotto i 15
dipendenti)».
Per quanto riguarda le sanzioni, «che non conosciamo in quanto non ci sono state ancora presentate dal Governo – spiegano i tre sindacalisti – ma che evidentemente sono note a Bombassei,
queste devono avere la funzione propria di rendere efficace la norma, devono essere proporzionate alla infrazione.

Ma – aggiungono – un indebolimento del sistema sanzionatorio sarebbe uno schiaffo nei confronti di tutti coloro che, per responsabilità accertate delle imprese, siano stati soggetti a
infortuni o a morti».
I sindacati confederali invitano tutti gli interlocutori «ad una assunzione di responsabilità, che superi atteggiamenti dilatori o di convenienza in nome dell’interesse alla salute
ed alla sicurezza per i lavoratori, e consenta di non sprecare l’occasione che oggi è data dalla delega. Inoltre, invitano Governo e Parlamento «a procedere sollecitamente per
l’emanazione del Testo Unico, nel confronto con le Parti, come del resto sin qui fatto».
Per il leader dell’Ugl Renata Polverini, invece, «inasprire e rivedere l’apparato sanzionatorio della legge non è una mossa propagandistica ma è un passaggio essenziale che
si coniuga con una maggiore prevenzione, fatta di formazione ma anche di controlli, perché costringe tutti, dalle imprese ai lavoratori, ad essere più responsabili e a contribuire
ad una diminuzione degli incidenti e delle morti bianche».

Salvatore Arnesano

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