Ceretto presenta Mia Canestrini, protagonista #8 de “La via selvatica”

Ceretto presenta Mia Canestrini, protagonista #8 de “La via selvatica”

Il progetto, curato da Matteo Caccia e proposto dalla Famiglia Ceretto, si compone di 12 dialoghi che fanno emergere le esperienze profonde dei protagonisti. É un percorso lungo un anno che indaga la natura selvatica e autentica, le sue regole immutabili, la sua ostinata capacità di ripetersi, la sua ricerca di un’armonia smarrita, di un equilibrio virtuoso in cui l’uomo sia capace di interagire con rispetto nella consapevolezza che la vera protagonista è la natura.

“Mia Canestrini “la ragazza dei lupi” ci racconta l’animale selvatico e selvaggio per antonomasia, quello che popola le nostre montagne da sempre, che abbiamo quasi estinto e poi è ritornato a popolare il nostro territorio e ci spiega perché è preferibile amare il lupo e temere l’uomo”Matteo Caccia introduce così la protagonista della conversazione dal titolo “Il ritorno dei lupi” – Ce ne siamo accorti quando noi uomini abbiamo iniziato a disinteressarcene lasciando liberi e intatti gli spazi che i lupi si sono ripresi.
“Ho avuto ovviamente tanti incontri con i lupi in quindici o sedici anni che faccio questo lavoro e non ho mai avuto la necessità di difendermi. Ci sono alcuni lupi che possono essere per indole un po’ più curiosi di altri, quindi c’è quello che scappa a gambe levate e c’è quello che rimane lì così e ti osserva e magari ti mette in soggezione e ti chiedi che intenzioni ha? In realtà è curiosità. Nel 99,9% dei casi poi se ne va, magari un po’ più lentamente… E’ «selvatico» tutto quello che è di interfaccia tra l’uomo e la natura, quindi dove la natura si protende un po’ verso l’uomo e l’uomo invade un po’ la natura. «Selvaggio» è più raro, sono quei luoghi del pianeta in cui l’uomo non è riuscito più di tanto ad adattarsi, ad ambientarsi, o comunque si è mantenuto un po’ ai margini e quindi lì la natura si esprime proprio in tutta la sua potenza e ti lascia fuori.” Racconta Mia Canestrini.
Mia Canestrini, classe 1982, laureata in Scienze naturali, specializzata in Conservazione e gestione del patrimonio naturale, ha perfezionato la sua preparazione sulla conservazione della biodiversità animale alla Sapienza. Durante la sua carriera si è dedicata allo studio dei lupi, seguendo in particolare diversi progetti sulla gestione di questa specie e la convivenza di questo animale con l’uomo presso il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Attualmente lavora come coordinatore tecnico al monitoraggio nazionale del lupo e svolge attività  come zoologa divulgatrice attraverso diversi canali: ha recentemente pubblicato  La ragazza dei lupi  (Piemme) – un affascinante testo sul profondo legame, professionale e personale, instaurato con i lupi durante la sua attività –, collabora con la collana Montagne incantate del National Geographic, presenta una trasmissione per Rai1, ha condotto la rubrica La bella e le bestie  (Radio 105) e ha scritto per la striscia settimanale Sei una bestia (Smemoranda).
Con “La via selvatica” un funambolo, un paesaggista, una lupologa, un allenatore sportivo, un musicista, ma anche una chef, un meteorologo, una scrittrice, uno storico, un navigatore, un semiologo e un esploratore, in un percorso lungo un anno, riveleranno l’essenza più autentica dell’uomo, necessaria per essere nuovamente capaci di ascoltare la natura e vivere in equilibrio con essa.
Scenario di questi dialoghi i luoghi intatti e autentici all’interno dei territori Ceretto – dalle vigne, al ristorante Piazza Duomo, alla Cappella del Barolo, alla Casa d’artista, passando per le cantine della Tenuta Monsordo Bernardina e Bricco Rocche – sintesi di cura e valorizzazione del territorio.
Calendario dei successivi appuntamenti:
12 maggio: Nadia Terranova, Scrittrice
La scrittura selvaggia, da Pavese a…
Scrivere è un gesto solitario e selvaggio che deve infrangere le regole del civico pudore per liberare la sua energia. Scrivere è non essere domestici.

 

12 giugno: Franco Cardini, Storico
Il territorio e la sua storia
La storia ci insegna qualcosa? La storia delle religioni ci racconta chi siamo? Addomesticare il passato per comprendere un presente che spesso ci sfugge.

 

12 luglio: Tommy Kuti, Musicista
La musica non addomesticata
Il Rap, la musica delle periferie, la voce di chi non aveva voce. Come le parole cesellate e incastonate in rime e versi liberano forze nuove in chi le ascolta.

 

12 settembre: Stefano Bartezzaghi, Semiologo
“Salvatico è chi si salva” (Leonardo da Vinci).

La lingua cresce in noi spontanea, coi suoi frutti, i fiori, i rovi, i veleni. Cultura, o coltura, è provarsi a ordinare la selva senza sradicarla e senza rinunciare all’energia che la origina.

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