CCNL Cooperative: «non più rinviabile rinnovo contratto»

By Redazione

«Basta con i proclami, con i comunicati stampa non si fanno i contratti, ora vogliamo il rinnovo del contratto di lavoro delle cooperative sociali, con gli aumenti economici adeguati e il
riconoscimento, non più rinviabile, delle professionalità del settore».

Lo sottolineano in una nota congiunta le federazioni di categoria Fp Cgil , Fisascat Cisl, Cisl Fp, Uil Fpl dopo aver appreso attraverso agenzie di stampa che le associazioni della controparte
Legacoopsociali, Federsolidarietà/Confcooperative ed Agci/Solidarietà hanno rinnovato la loro disponibilità ed il loro impegno «per un negoziato che porti celermente
ad un accordo», quando in realtà nessuna convocazione è arrivata dallo sciopero nazionale del 4 aprile scorso indetto per ricevere risposte immediate sul rinnovo del
contratto Nazionale del settore.

«Sono trascorsi ormai più di 50 giorni – si precisa infatti nella nota – dallo sciopero nazionale del 4 aprile 2008 per il rinnovo del contratto Nazionale delle cooperative
sociali. Uno sciopero con manifestazione Nazionale a Roma alla quale hanno partecipato oltre 20.000 lavoratori provenienti da tutte le città d’Italia con ampie delegazioni dell’Emilia
Romagna, della Lombardia, della Toscana, del Veneto, del Piemonte, della Liguria, del Friuli, delle Marche, dell’Umbria, del Lazio, e per le prima volta anche delle regioni del sud Campania,
Puglia, Basilicata Calabria e Sicilia, dove si sta estendendo fortemente la presenza della cooperative sociali. I lavoratori – prosegue la nota – hanno manifestato per rivendicare il rinnovo
del contratto ed una risposta immediata e non più dilazionabile soprattutto sul piano salariale, per una categoria che, nonostante le qualificate professionalità socio sanitarie
assistenziali, ha da tempo salari molto bassi.

Lo sciopero – ricordano i sindacati – è stato indetto per sollecitare le controparti a proposte di merito rispondenti alle reali esigenze dei lavoratori del settore, preoccupati –
concludono – delle scarse disponibilità offerte dalle associazioni della cooperazione al tavolo negoziale».

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