Cisl: “Competitività, serve la contrattazione di secondo livello”

By Redazione

Un documento importante e condiviso per migliorare le condizioni di reddito ed accrescere la competitività e la produttività del paese, questa la posizione comune emersa nel
dibattito svoltosi questo pomeriggio a Firenze in occasione della VI conferenza nazionale dei quadri Cisl, sul documento di riforma del modello contrattuale, a cui hanno partecipato numerosi
esponenti del mondo sindacale e delle professioni.

«L’intesa raggiunta da Cgil, Cisl e Uil ci consente di andare al confronto con le controparti con una posizione organica, costruita e soprattutto condivisa» – lo afferma Uliano
Stendardi, della Cisl Nazionale. «Il modello proposto permette una riqualificazione dei ruoli contrattuali – continua Stendardi – incaricando, da un lato, il contratto nazionale a
garantire un welfare solidaristico ed efficiente, e dall’altro affidando alla contrattazione di secondo livello la possibilità di portare la discussione nei luoghi specifici di
applicazione».

Dello stesso parere è Giorgio Caprioli, segretario generale Fim Cisl. «Importante lo scambio che il documento unitario consente di realizzare – dichiara Caprioli. «Da una
parte il contratto nazionale si specializza sulla tutela dall’inflazione e dall’altra si consente di estendere la contrattazione di secondo livello, affiancando a quella aziendale anche quella
territoriale, con l’obiettivo di coprire quelle fasce di lavoratori oggi escluse dalla produttività. Se ai tavoli di negoziato Confindustria confermerà la posizione di chiusura
espressa sulla questione della contrattazione territoriale allora – conclude Caprioli – chiederemo venga previsto nel contratto nazionale uno strumento capace di ripartire una parte della
produttività per quei lavoratori che non fanno contrattazione aziendale».

Anche Carlo De Masi, segretario generale Flaei Cisl, esprime apprezzamento al documento unitario. «E’ doveroso – dichiara De Masi – assicurare il salario rispetto al tasso di inflazione,
ma occorre anche che nella contrattazione di secondo livello vengano inseriti aspetti legati alle specificità di ogni settore. In questo senso il contributo dei quadri rappresenta uno
strumento molto importante nella contrattazione di secondo livello, per la loro sensibilità nel cogliere quegli aspetti capaci di tutelare la redditività dei lavoratori».

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