CATTANEO: NEL 2007 SPOSTATE SU FERRO 18 MILIONI DI TONNELLATE

La saturazione e l’obsolescenza degli scali intermodali esistenti sono stati l’argomento principale del convegno «La logistica del nord-ovest. La ricerca dell’efficienza a
vantaggio di imprese e consumatori», che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele
Cattaneo.

«Gli elementi che più caratterizzano il contesto lombardo – ha detto l’assessore Cattaneo – sono costituiti da una rete infrastrutturale connotata dalla saturazione e
dall’obsolescenza degli scali intermodali esistenti. Infatti, su una rete stradale e ferroviaria come quella lombarda, che vale circa il 9% di quella italiana, si muove il 27% del traffico
merci nazionale». Le merci si muovono prevalentemente su strada e il suo sviluppo abnorme è dovuto anche al basso costo delle prestazioni di trasporto: la ferrovia
diventa competitiva quasi sempre su distanze maggiori di 500 chilometri. «Il peso del trasporto su ferro – ha aggiunto Cattaneo – supera il 40% del totale nelle relazioni
internazionali assumendo quindi un’importanza strategica nell’assicurare l’accessibilità della nostra Regione da e verso il resto d’Europa. Oltre a potenziare linee ferroviarie e
costruire nuove strade, occorre ora investire sui nodi di interscambio tra diverse modalità di trasporto».

In Lombardia ciò che negli ultimi anni ha permesso alla ferrovia di non perdere ulteriori volumi di traffico a vantaggio della strada è stato l’affermarsi del trasporto
intermodale, cioè il trasporto attuato con container e casse mobili che compiono la maggior parte del tragitto su ferrovia e la parte terminale su strada. «Proprio in
questo – ha sottolineato Cattaneo – sta il significato strategico dell’azione regionale per l’attivazione di nuovi impianti intermodali. La chiave per evitare che i previsti aumenti di traffico
merci si riversino esclusivamente sulle strade sempre più congestionate sta quindi nell’integrazione tra il trasporto stradale e le altre modalità, in particolare la
ferrovia ma anche le vie d’acqua». Per l’intermodalità, negli ultimi anni in Lombardia è stato investito molto. Tra le azioni più importanti,
l’attivazione del terminal intermodale di Segrate e il raddoppio delle capacità dell’impianto Hupac di Busto Arsizio-Gallarate.

«Regione Lombardia – ha detto ancora l’assessore Cattaneo – con il Piano regionale per l’intermodalità si è dotata, fin dal 2000 di una propria specifica
pianificazione per il settore facendo della sussidiarietà e della concertazione i propri capisaldi: solo in questo modo, infatti, è stato possibile realizzare 
infrastrutture accettate dal territorio con un occupazione del suolo molto limitata ma molto efficace nel dare risposte alle esigenze di integrazione tra modalità di
trasporto».

La Lombardia è la regione d’Italia in cui si fa più intermodalità: negli ultimi quattro anni è stato possibile passare da 14 a oltre 18 milioni
di tonnellate all’anno equivalenti a circa 900.000 viaggi di camion tolti dalla strada.

«Per cogliere l’opportunità di sviluppo dei traffici gravitanti sul Mediterraneo – ha ribadito Cattaneo – a Mortara, nel pavese, è ormai giunto al 70% dei
lavori il nuovo terminal intermodale. Questo intervento è particolarmente significativo perché costituisce un esempio riuscito dicoinvolgimento di privati nel
finanziamento di infrastrutture di pubblico interesse».

Il terminal di Mortara che sarà operativo entro il 2008 ha un costo complessivo di 21 milioni di euro, 9 dei quali finanziati da Regione Lombardia.

Oltre a quello di Mortara è stato approvato e finanziato dall’Unione Europea con 10 milioni di euro il terminal ferroviario di Busto-Sacconago. Sarà il primo terminal
merci sulla rete di Ferrovie Nord e i lavori cominciati quest’anno, si concluderanno nel 2009.

«L’azione sui nodi di interscambio – ha concluso l’assessore Raffaele Cattaneo – si deve necessariamente incrociare con un’azione più a lungo termine tendente alla
razionalizzazione e alla specializzazione della rete ferroviaria rispetto alle tipologie di traffico, le cosiddette linee di gronda merci, cioè rendere possibili itinerari che
permettano la circonvallazione ferroviaria a quei convogli non espressamente diretti in città». L’obiettivo, raggiungibile attraverso il potenziamento dei terminal
intermodali, è quello di incrementare il traffico intermodale del 30% entro il 2010.

Leggi Anche
Scrivi un commento