SEZIONI PRIMAVERA, COTTO: TEMPI TROPPO STRETTI, MEGLIO PROROGARE

«Dieci giorni per istituire le sezioni primavera: non sono un po’ pochi per l’assessore Pentenero, alla luce della forte richiesta che il servizio ha riscosso nelle scuole materne
piemontesi?». A sollevare la questione è la vicepresidente del Consiglio regionale, Mariangela Cotto (Forza Italia), che questa mattina in Commissione a palazzo
Lascaris ha segnalato le singolari modalità con cui l’assessorato all’Istruzione intende gestire il nuovo bando per le sezioni primavera, servizio che permette alle famiglie, con
un notevole risparmio, di portare i bambini di due anni alla scuola materna. Al termine della seduta la vicepresidente ha presentato anche un’ interrogazione urgente.

«La sperimentazione iniziata lo scorso anno – spiega Cotto – ha avuto forte gradimento su tutto il territorio regionale, tanto è vero che molte scuole dell’infanzia
hanno dovuto creare addirittura delle liste di attesa. Quest’anno, invece di incrementare il servizio, l’assessore Pentenero prima vanta un lodevole aumento di risorse regionali, aggiuntive
rispetto a quelle fornite dal ministero, poi chiude la porta in faccia concedendo solo dieci giorni di tempo per proseguire la sperimentazione e per istituirla ex-novo. Le domande infatti
scadono il 16 luglio! Mi sembra una modalità davvero poco rispettosa delle esigenze delle scuole che, come l’assessore ben sa, chiudono il 30 giugno. Perché la Regione
arriva sempre così in ritardo?».

La vicepresidente ricorda che l’istituzione da parte delle scuole materne delle sezioni primavera è complessa, dal momento che è richiesta la presenza di locali idonei,
la disponibilità di personale e una progettazione adeguata alle esigenze di bimbi più piccoli.

«Chiudere – conclude Cotto – la scadenza delle domande a metà luglio, considerando il periodo di ferie del personale scolastico, è un modo per evitare di
spendere i soldi. Chiedo pertanto all’assessore all’Istruzione di prorogare il termine almeno alla fine del mese di luglio, per dare modo alle scuole dell’infanzia di organizzare e ampliare un
servizio così indispensabile per i genitori».

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