Castellammare di Stabia: una vignetta per opporsi alla privatizzazione delle Terme

Castellammare di Stabia: una vignetta per opporsi alla privatizzazione delle Terme

By Redazione

 

Castellammare di Stabia – C’è chi scende in piazza, chi prende firme e chi, invece, utilizza la satira per opporsi alla vendita delle società a
capitale pubblico, tra cui le Terme di Stabia. E’ una iniziativa lanciata dal Circolo della Libertà di Castellammare di Stabia, che ha utilizzato a pretesto una simpatica
vignetta realizzata dal professore Stefano Buonocore, noto artista stabiese. Vignetta che ritrae le gesta di Hood Robin, ovvero l’antagonista di Robin Hood, ovvero colui che ruba
ai poveri per dare ai ricchi, anziché viceversa.

«Chiaramente la vignetta – spiega Antonio Sicignano, vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania – è solo una simpatica provocazione, a cui
facciamo ricorso per sollevare l’attenzione su cosa sta succedendo in città, dove l’amministrazione comunale si sta distinguendo in una indiscriminata vendita a terzi
di tutte le società a capitale pubblico. In realtà – aggiunge Siignano – le nostre preoccupazioni sono tutte riservate alle Terme di Stabia, che consideriamo
un patrimonio degli stabiesi da tutelare e valorizzare, e poi eventualmente da privatizzare, ma con limiti ben fissati ed inderogabili. Oggi – continua – ogni privatizzazione si
concretizza in una vera e propria svendita da supermarket, e quindi noi non possiamo che esserne contrari».

Preoccupazioni che sarebbero ancora maggiormente amplificate dal pericolo di speculazioni economiche.

«E’ oramai arcinoto – aggiunge Sicignano – il deficit fatto registrare, negli ultimi due anni, dalla gestione economica di tutte le società pubbliche. Tuttavia,
nel privatizzare tali aziende in perdita, bisogna fare attenzione agli immancabili speculatori, che si stanno già leccando i baffi per acquistare a pochi soldi aziende che poi
rivenderebbero a tanto. Di ciò bisogna fare attenzione, perché in mezzo finirebbero come al solito i cittadini onesti, su cui poi ricadrebbero le conseguenze delle
speculazioni».

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