Cassano e Milito, campioni di cioccolato

Cassano e Milito, campioni di cioccolato

Antonio Cassano e Diego Milito insieme per sfidare la sindrome laterale amiotrofica. I due calciatori sono stati usati come modelli per due imponenti statue di
cioccolato
(500 chilogrammi di materia prima utilizzata, altezza di 190 cm ed una base di 90 per 10 cm). Le opere sono frutto della collaborazione tra la scultrice Valeria Dapino ed il
pasticcere genovese Francesco Crocco Poldo e saranno esposte nel negozio del pasticcere, la «Pasticceria Poldo» in Genova Ponte Decimo, dal 20
marzo. Pochi giorni prima di Pasqua, il fantasista blucerchiato ed il bomber genovese romperanno le loro copie al cacao, distribuendone i pezzi ai tifosi in cambio di offerte per finanziare la
ricerca contro la Sla.

I due trascinatori delle squadre liguri non sono gli unici personaggi famosi ad essere stati presi come modello in ambito culinario. A differenza del caso italiano, dove i modelli in carne ed
ossa sono stati lieti di prestare la loro immagine per una buona causa, la «dolcificazione» di Obama sta scatenando polemiche a non finire. Per
pubblicizzare Duet, classico cremino cioccolato-vaniglia, l’agenzia russa Voskhod ha scelto un’immagine inequivocabile: un simil-Obama sorridente che, davanti alla Casa Bianca fa il segno della
vittoria (la V con le dita) ed uno slogan altrettanto chiaro: «Tutti ne parlano: nero dentro il bianco! Cioccolato dentro la vaniglia! È il gusto
della settimana
». Da parte sua l’autore dello spot, Andrei Gubaidullin, non si è per nulla scomposto ed ha replicato che «in Russia questo non è razzismo,
è una battuta».

Ma l’opinione pubblica si è subito scatenata, accusando la pubblicità non solo di manifesto razzismo, ma anche di ostilità verso il neo-eletto presidente (la scritta
«il gusto della settimana» sembra volergli augurare un mandato di breve durata): parte del popolo del web si sta organizzando per boicottaggi e altre iniziative dannose. A differenza
delle Statue di Cassano e Milito, il cioccolato del cremino rischia di diventare amaro, almeno per i suoi creatori.

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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