Caso Calderoli, la Lega Araba: «solo speculazioni»

Non si spegne la polemica sulla possibile nomina a ministro di Roberto Calderoli, ipotesi che non piacere alla Libia, dopo il veto di uno dei figli di Gheddafi che aveva minacciato
ripercussioni catastrofiche sulle relazioni tra Italia e Tripoli, sulla questione interviene la Lega Araba.

Ahmad Ben Helly, vice segretario generale per gli affari politici della Lega Araba getta acqua sul fuoco: «Prenderemo una posizione quando vedremo la politica del governo Berlusconi. Per
ora – ha detto – sono solo speculazioni sulle candidature». Una posizione decisamente più morbida rispetto a quella di un portavoce della stessa Lega Araba, Abdul Alim al Abyat,
che poco prima aveva definito «una vergogna» la possibile nomina di Calderoli, spiegando che potrebbe nascere problemi nei rapporti con l’Italia.

«Penso – concludeva il portavoce – che il popolo italiano sia troppo intelligente per rischiare una rottura». La Libia non ha perdonato a Calderoli l’episodio del febbraio 2006,
quando l’ex ministro leghista esibì durante un’intervista televisiva la maglietta con una vignetta anti-islamica. Ne scaturì una violenta protesta nella città libica di
Bengasi. I manifestanti si scontrarono con la polizia e undici persone persero la vita.

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