Caso calderoli: la lega araba frena
3 Maggio 2008
«La formazione e la composizione del nuovo governo sono una questione interna» con queste parole il ministro degli Esteri uscente Massimo D’Alema interviene sul caso Calderoli,
l’ipotesi che il leghista venga nominato ministro aveva irritato la Libia, tanto che uno dei figli di Gheddafi aveva minacciato «ripercussioni catastrofiche» sulle relazioni tra
Roma e Tripoli.
Sulla questione era poi intervenuto il vice segretario generale per gli affari politici della Lega Araba : «Prenderemo una posizione quando vedremo la politica del governo Berlusconi. Per
ora – aveva detto – sono solo speculazioni sulle candidature». Ma poco prima un portavoce della stessa Lega Araba, aveva minacciato una rottura nei rapporti con l’Italia.
Nel pomeriggio l’intervento della Farnesina che in una nota fa sapere: «Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha voluto ricordare ai Paesi arabi e mediterranei con i quali l’Italia
intrattiene intensi e duraturi rapporti di amicizia e collaborazione, che la formazione e composizione del nuovo governo è una questione interna, regolata da precise disposizioni
costituzionali». Il ministro, si legge ancora nel testo «ha auspicato che vengano evitati in questa fase commenti e prese di posizione che non contribuiscono al rafforzamento di
tali rapporti». La Libia considera Calderoli responsabile dei sanguinosi scontri avvenuti a Bengasi nel 2006, dopo che l’ex ministro delle Riforme si era presentato in Tv esibendo una
maglietta con una vignetta anti-islamica.





