Carlo Pietrasanta: Enoturismo chiede fatti non parole

Carlo Pietrasanta: Enoturismo chiede fatti non parole

MOVIMENTO TURISMO VINO CHIEDE FATTI NON PAROLE. DEVONO NASCERE  DISTRETTI PRODUTTIVI ENOLOGICI-TURISTICI DI AREA VASTA.
ANCHE LA PROMOZIONE ENOTURISTICA HA BISOGNO DI UN TESTO UNICO. FORTE SEGNALE DAL PRESIDENTE PIETRASANTA (MTV)

Pietrasanta, l’amico di lunga data Carlo, ha non solo ragione, ma il suo grido è corretto e giusto quando i vertici di tante istituzioni, enti, consorzi, associazioni si strappano le vesti in congressi, convegni, meeting inneggiando al grande valore dell’agroalimentare italiano, ma poi concretamente si partoriscono topolini o soluzione per non scontentare nessuno. Ai record dei record fra esportazione e fatturati regionali e nazionali per il vino tricolore, che il ministro Martina cita come guida e “capitano” di tutto il sistema, si abbina anche un esempio limpido di come si può fare economia, leadership, gestione, immagine. “ Tutto va bene, madama la marchesa”, sembrerebbe dire.

In contemporanea agli elogi e successi del vino italiano nel mondo,  diversi governatori di Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Toscana in testa) si autoproclamano come i più bravi e i più innovativi nell’aver steso negli ultimi anni le migliori leggi regionali sul turismo. Complete, aperte, dinamiche, tecnologiche, finanziate …tutti termini che si sentono dire in ogni contesto dove anche minimamente si parla di turismo.

E’ vero il vino italiano va benissimo all’estero e speriamo che continui e che i 5,3 mld di euro diventino i 7 mld a breve, che i 500 milioni di bottiglie di Sistema Prosecco Docg-Doc diventino un miliardo come si sente da anni dire senza però un riscontro reale…. Ma il mercato del consumo interno langue, con cali vertiginosi in tutti i canali di consumo dove c’è un alto gap fra prezzo di partenza e prezzo sul tavolo.

Funziona ancora l’acquisto diretto, la visita in cantina dove si registrano aumenti anche significativi come è il caso del Prosecco o dell’Orvieto o del Lugana o del Soave o del Lambrusco.  Abbiamo anche un ministro del turismo, Franceschini, che ha fatto resuscitare almeno un Dipartimento ministeriale autonomo  dedicato al turismo nell’ambito del Mibact, corretta collocazione politica visto i legami con i temi dell’arte, cultura, beni ambientali e territoriali.

Ebbene però in Italia si blatera ai tanti congressi, si gratificano plausi, ma si resta al palo, fermi, bloccati. Giustamente denuncia il presidente del Movimento del Turismo Italiano, Carlo Pietrasanta, produttore di vino in Lombardia sui Colli di San Colombano, portavoce di circa 1000 cantine che organizzano i principali eventi nazionali dell’enoturismo italiano: “La Francia ci sovrasta in quanto a programmazione e managerialità della cosa pubblica. Parigi ha messo in piedi un portale che raccoglie tutta l’offerta enoturistica del Paese e che funziona benissimo, nonostante non sia costato milioni di euro come i nostri, inutili, siti vetrina. E non è un caso che il portale – che punta ad attirare 4milioni di nuovi enoturisti stranieri entro il 2020, anche attraverso prenotazioni dirette dal sito, sia stato presentato dal ministro degli Esteri; come non è un caso che giusto un anno fa lo stesso ministro, Laurent Fabius, annunciasse un piano speciale con un fondo nazionale in favore del comparto. Detto, fatto: mentre in Italia, da Expo in poi, in tutti i grandi comizi sul vino nessun politico dimenticava di citare l’enoturismo, in Francia – senza discese in piazza –  si stanziavano decine di milioni di euro da investire veramente”.

Ma non solo. Sempre in Francia “ la Cité du vin de Bordeaux” è partita con una spesa di solo 81 mio di euro a fronte di un fatturato, nella sola regione di competenza, di 4 mld/euro per l’enoturismo e il turismo di territorio nel 2015 e dove negli ultimi 15 anni – sottolinea Pietrasanta – ha triplicato i propri visitatori (da 2 a 6 mln, con 50mila posti di lavoro diretti). Una struttura di altissima tecnologia ma ricca di cultura, storia, arte che porterà, in aggiunta,  altri 450mila visitatori l’anno nella sola regione del Bordolese. La stessa struttura pubblico-privata ha fatto i calcoli dei nuovi posti di lavoro, nuove startup, nuove imprese, il fatturato dell’indotto e di altri settori come l’alberghiero e il manifatturiero!  In Italia – chiude sarcastico Pietrasanta – non si trova nemmeno la quadra per fare un nuovo regolamento comune che integri ed elevi la storia intelligente delle Strade dei Vini, sviluppi su più periodi il grande evento di Cantine Aperte. Come produttori ci sentiamo partecipi di un campionato dove l’Italia è dilettantistica  e gli altri leader e campionissimi.  A queste chiare parole, ogni nostro commento è superfluo, condividiamo e speriamo che  qualcuno si decida a fare meno autoreferenzialità, meno presenzialismo politico e più realtà concreta per le imprese e per i distretti produttivi-turistici.

Comolli==================================

Cum grano salis, a cura di Giampietro Comolli

Editorialista Newsfood.com
Rubrica di economia,  food&beverage e Gusturismo
===================================
Redazione Newsfood.com
Contatti

 

 

(Qui il comunicato ufficiale)

Oggetto: ENOTURISMO, PIETRASANTA (MTV): DA FRANCIA PIANO STRAORDINARIO, DA NOI SOLO PAROLE

(Montalcino, 8 giugno 2016). “L’enoturismo è tricolore, ora lo può dire con certezza; ma è un tricolore francese, non certo il nostro”. A dirlo, il presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino (MTV), Carlo Pietrasanta, che ha commentato le recenti importanti iniziative intraprese dal Paese competitor in favore dell’enoturismo. “Come in un film già visto – ha proseguito Pietrasanta -, la Francia ci sovrasta in quanto a programmazione e managerialità della cosa pubblica. E quello che è successo nell’ultimo anno è sotto gli occhi di tutti: Parigi ha messo in piedi un portale che raccoglie tutta l’offerta enoturistica del Paese e che funziona benissimo, nonostante non sia costato milioni di euro come i nostri, inutili, siti vetrina. E non è un caso che il portale – che punta ad attirare 4mln di nuovi enoturisti stranieri entro il 2020, anche attraverso prenotazioni dirette dal sito – sia stato presentato dal ministro degli Esteri; come non è un caso che giusto un anno fa lo stesso ministro, Laurent Fabius, annunciasse un piano speciale con un fondo nazionale in favore del comparto. Detto, fatto: mentre in Italia, da Expo in poi, in tutti i grandi comizi sul vino nessun politico dimenticava di citare l’enoturismo, in Francia si stanziavano decine di milioni di euro per investire veramente”.
Per il presidente del Movimento Turismo del Vino, che conta circa 1000 cantine associate: “Gli 81mln di euro impiegati per costruire ‘La Cité du vin de Bordeaux’ sono la ciliegina su una torta che nella regione fattura sotto la voce turismo ben 4mld di euro l’anno e che negli ultimi 15 anni ha triplicato i propri visitatori (da 2 a 6 mln, con 50mila posti di lavoro diretti). Una ciliegina che porterà altri 450mila visitatori l’anno. Tutto ciò – ha proseguito Pietrasanta – mentre da noi non si trova nemmeno la quadra per fare un nuovo regolamento comune. Siamo ancorati all’an­nosa questione della vecchia legge sulle Strade del Vino del 1999, che non ha mai contemplato la possibilità di fattu­rare visite, attività e mescita di vini in cantina, nonostante siano ormai diventate pratiche comuni e voci importanti di bilancio. E se Cantine Aperte spopola, con un numero di persone pari agli spettatori di 50 partite di Serie A, noi ci sentiamo come una provinciale tra i giganti del calcio internazionale. In attesa, ad esempio, di un testo unico sul vino che doveva essere presentato al Vinitaly 2015, poi al Vinitaly 2016 dove è passata solo una bozza e in cui – deo gratias – è inclusa una mini postilla che dovrebbe aprire almeno alle degustazioni in cantina. Ma tant’è – ha concluso il presidente MTV – la grandeur francese partorisce le montagne, noi purtroppo nemmeno un topolino”.

Partner tecnici nazionali: Cifo, Image Line, Rastal, Rilegno, Emozione3, Consulenza Agricola
Main partner: AIRC, Intesa Sanpaolo, Mercato Metropolitano, B2X, Morato Pane

IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO.
L’Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 900 fra le più prestigiose cantine d’Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità.

 

Redazione Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento