Capodanno: gli italiani consumeranno oltre 7000 tonnellate di zamponi

A cavallo tra il 31 dicembre e il primo dell’anno, gli italiani consumeranno circa 7 mila tonnellate tra cotechini e zamponi, è una stima della Cia-Confederazione italiana agricoltori
che sottolinea come nei prossimi giorni sulle tavole si «brucerà» la quasi totalità della produzione nazionale di questi due prodotti tipici e tradizionali delle feste
di fine d’anno.

Nel dettaglio, i più venduti saranno lo Zampone e il Cotechino di Modena Igp, riconoscibili dal marchio di tutela europeo (caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blue con
stelline), ma è altissima anche la richiesta, direttamente agli allevatori, per quelli artigianali.

Dopo anni di calo, dal 2005 lo zampone e il cotechino -evidenzia la Cia- hanno avuto una tendenza positiva ed è prevedibile che anche per quest’anno si registri una ulteriore crescita
nei consumi, quantificabile intorno all’1,5 per cento. Mentre la spesa per il loro acquisto dovrebbe subire un aumento tra il 3 e il 4 per cento, decisamente inferiore agli incrementi che hanno
fatto registrare gli altri mprodotti agroalimentari.

Saranno, invece, acquistate -secondo la Cia- oltre 4500 tonnellate di lenticchie. Il tradizionale legume, che accompagna zampone e cotechino e simbolo scaramantico, costa mediamente in questo
periodo, dai 3 ai 6 euro per chilogrammo, ma si tratta principalmente di prodotto importato. Quelle nostrane, in particolare le lenticchie originali di Castelluccio di Norcia Igp arrivano a
costare al consumatore anche 12-14 euro per chilo; occorrono invece circa 7-8 euro per comprare un chilogrammo di quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali,
come quelle di Rascino, di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), molisane (Molise), di Valle agricola (Campania), di Ventotene (Lazio), di Villalba e di Ustica (Sicilia).

E’ probabile -segnala la Cia- che il «caro lenticchia» abbia inciso sulla domanda generale del prodotto ed è per questo motivo che si sta registrando una flessione di
richiesta che si attesta al meno 3,5-4 per cento in quantità, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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