Capodanno: il 2008 salutato dal salto di 40 milioni di tappi di spumante

Il 2008 sarà salutato dal salto di oltre 40 milioni di tappi di spumante nella stragrande maggioranza «made in Italy», a sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana
agricoltori la quale evidenzia che gli italiani per brindare al nuovo anno spenderanno circa 320 milioni di euro.

Nella notte più lunga dell’anno il brindisi non farà, quindi, «flop». Anzi, per il cenone di San Silvestro -ricorda la Cia- ci sarà un aumento dei consumi di
spumante pari al 1,5 per cento rispetto al Capodanno del 2007. In crescita, comunque, anche la spesa con un aumento pari all’ 8 per cento rispetto all’anno passato, soprattutto per i rincari
che hanno caratterizzato il settore, a seguito di una vendemmia non molto «ricca». Aumenti che, del resto, hanno caratterizzato tutti gli agroalimentari, specialmente in questi
ultimi mesi.
La Cia sostiene che il 60 per cento delle bottiglie di spumante verrà stappato in famiglia. A prevalere nelle case degli italiani sarà lo spumante dolce (57 per cento), seguito da
quelli secchi e brut e dallo champagne. E questo conferma che la qualità delle nostre produzioni continua ad essere una formidabile arma vincente, visto i consensi che esse stanno
riscuotendo sia a livello nazionale che mondiale.
Le «bollicine» nostrane -rileva la Cia- si stanno, infatti, sempre più affermando sui mercati internazionali. In Germania, ad esempio, si ha il 26 per cento del fatturato di
esportazione. Seguono gli Stati Uniti, con il 22 per cento, e la Gran Bretagna, con il 10 per cento. Ma il 2007 si ricorderà proprio come l’anno dei record per i nostri spumanti nel
mondo. Sul mercato statunitense, in particolare, si è avuta una crescita del 22 per cento nei confronti dell’anno precedente. Consistente anche l’aumento registrato in Giappone, con un
più 9 per cento. Sempre sostenuto il flusso esportativo in Germania (più 12 per cento) e in Spagna (più 9,5 per cento).

La Cia rimarca che attualmente in Italia si producono circa 233 milioni di bottiglie di spumante con metodo Charmat (Asti, Prosecco) e 19,5 milioni con metodo classico (Trento Doc,
Oltrepò Pavese, Franciacorta). Il tutto per una produzione totale di 252,5 milioni di bottiglie, delle quali 151 milioni destinate al consumo nazionale e il resto all’esportazione.
Sempre sul fronte dell’export in testa alle classifiche, secondo i dati dell’Osservatorio economico nazionale spumanti, si ha -afferma la Cia- l’Asti Docg con poco più di 50 milioni di
bottiglie. A seguire altri tipi di spumanti secchi, dolci e aromatici con 21,5 milioni di bottiglie, gli spumanti secchi e brut (Doc) con 18,5 milioni di bottiglie, il prosecco Doc Conigliano
Valdobbiadene con 10,4 milioni di bottiglie.
Per gli spumanti italiani è, quindi, un momento di gloria. Il 2007, infatti, ha fatto segnare importanti successi per la qualità nazionale. Successi che si riscontrano soprattutto
tra i giovani che stanno riscoprendo il sapore e l’aroma caratteristici degli spumanti. In testa alle preferenze resistono quelli dolci, ma sono in netta risalita anche i secchi, brut e quelli
prodotti con metodo classico.

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