Meglio stappare una bottiglia di champagne che un botto a Capodanno

Roma, 27 Dicembre 2007 – Dal buio improvviso della notte di San Silvestro di due anni fa, in cui Antonio Ciotola festeggiando con i clienti del suo ristorante perse tragicamente la vista
a causa di un petardo partito accidentalmente, alla luce ritrovata grazie alla sua determinazione, che lo ha portato alla gestione di un locale di successo e all’ispirazione per un libro che
sta scrivendo in cui racconterà il suo nuovo punto di?vista in cucina.

Questa è in sintesi l’esperienza raccontata oggi dallo chef della «Taverna degli Archi» di Belvedere Ostrense a Uno Mattina, il popolare programma di Rai Uno oggi incentrato
sulla problematica degli incidenti causati dai botti di capodanno.

Il ristoratore ha raccontato con assoluta serenità alla conduttrice Eleonora Daniele ciò che è cambiato da quella tragica notte, la sua lotta e la sua nuova maniera di
affrontare la vita.
Armato di tenacia ha maturato una straordinaria forza interiore che lo ha aiutato nel suo vivere quotidiano e nella sua amata attività di chef, portandolo a crescere professionalmente.
La mancanza della vista ha implicato lo sviluppo degli altri sensi, olfatto udito e gusto, che lo ispirano per la creazione di nuovi piatti, o come a lui piace definirli nuove sensazioni,
riuscendo a captare meglio ciò che il cliente desidera.
In cucina, nonostante le difficoltà, continua ad utilizzare tutti gli strumenti, persino il suo amico coltello con il quale ammette paradossalmente e ironicamente di tagliarsi di meno
rispetto a quando vedeva. Onnipresente al suo fianco la moglie Manola, che lo aiuta a gestire lo staff di cuochi che sono in grado di realizzare le idee assolutamente originali del capochef.

Questa del signor Ciotola si rivela dunque essere una duplice testimonianza. Da una parte un ammonimento a fare attenzione con petardi e fuochi d’artificio, ben espresso dal ristoratore che
dice «meglio stappare una bottiglia di champagne che un botto a capodanno». Dall’altra un messaggio assolutamente positivo per le tutte le persone che si trovano di fronte alle
difficoltà della vita, qualsiasi esse siano, un’esortazione a trovare dentro di sé gli strumenti per reagire, crescere e reinventarsi continuamente.
Saranno dunque queste argomentazioni, condite da curiosi suggerimenti, ricette particolari e consigli sulla percezione del gusto, gli elementi conduttori del suo libro, che non verrà
scritto per commuovere, ma per spronare i lettori ad «aprire gli occhi» a ciò che spesso nella vita trascuriamo, o paradossalmente non vediamo.

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