Cantine d’Italia 2026, la Guida di Go Wine
15 Dicembre 2025
Edizione 2026 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista
911 cantine da visitare, 1642 indirizzi per mangiare e dormire, 270 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, 5140 etichette di vini meritevoli di attenzione nonché 17 musei del vino
Newsfood.com, 14 dicembre 2025
Testo di Michele Pizzillo

Per coloro che ritengono che il vino valga un viaggio, l’edizione 2026 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista pubblicata da Go Wine, segnala 911 cantine da visitare, 1642 indirizzi per mangiare e dormire, 270 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, 5140 etichette di vini meritevoli di attenzione nonché 17 musei del vino. Nel corso della presentazione della Guida, a Milano, presso l’Hotel Melià, Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore della pubblicazione, ha evidenziato che si tratta di una Guida alle Cantine con una identità specifica.
La cantina è diventata a pieno titolo un luogo di promozione del territorio, comunica con la sua realtà un’identità territoriale fatta di tutto quanto ruota attorno: il paesaggio, i vigneti, la tradizione del luogo, i borghi. Quindi, non è una Guida tradizionale ai vini, come recensione e punteggi di singole etichette ma un volume che sviluppa il tema della narrazione a fianco della selezione dei vini e consente di approfondire conoscenze con tantissimi dati e notizie.
Infatti, agli enoappassionati oltre a segnalare il vino buono, offre una narrazione di storie e vicende che aiutano a comprendere perché il vino fa parte della cultura di un grande Paese come l’Italia. Insomma, è una bella visione del nostro bel Paese fatta di tanti luoghi, radici e tradizioni, ma è anche espressione della capacità di tanti viticoltori. Fanno “viaggiare” in tutto il mondo le loro bottiglie e promuovono l’attenzione e il piacere di andare a conoscere i luoghi dove quelle bottiglie nascono.
Così, raccontando la cantina, si raccontano le vicende che stanno attorno al vino e aiutano meglio a comprendere il profilo di ogni realtà e ovviamente i vini che ciascuna cantina esprime.
Cantina d’Italia ogni anno si arricchisce di spunti e di temi sempre in linea con l’obbiettivo di raccontare attraverso l’Italia del vino una bella idea d’Italia, uno dei volti più belli del nostro Paese. Che, poi, aggiunge Corrado è un modo “per tenere alta l’attenzione al termine di un anno non facile per il vino italiano. Il tema del racconto, delle persone che animano la cantina, dei vini spesso espressione di una bella progettualità, stanno alla base della Guida. Il vino è così la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere”.
C’è, poi, il tema del costo della visita in cantina, con un contenuto che arricchisce i dati della Guida.
E’ un elemento di forte novità, che si introduce per il secondo anno e che segna anche un necessario adeguamento sul piano della comunicazione. Da fattore un tempo basato sullo spontaneismo, da elemento di novità della vita del viticoltore, la visita in cantina si è sempre più affermata come un tema importante caro a tanti enoappassionati e strategico per molte cantine. Il tema del prezzo si è così inserito come fattore da conoscere e comunque da monitorare.
La segnalazione dei Musei del Vino è importante per mettere in evidenza operazioni di valenza culturale promosse da 17 cantine che sono selezionate nella parte introduttiva del volume. Mentre le 270 “Impronte Go Wine” rappresentano un segno di “eccellenza” nel campo dell’Enoturismo nazionale e costituiscono una sorta di segno ideale che Go Wine attribuisce alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo.
Si tratta dei tre fattori su cui si compone la presentazione delle singole cantine e, cioè, il sito dove si trova la cantina; la vocazione della cantina ad “aprirsi” al pubblico; il profilo produttivo dell’azienda valutato nel tempo, al di là dell’esito di una singola vendemmia;
Infine, i “Premi Speciali”, che la Guida riconosce ha riconosciuto a 9 cantine che hanno raggiunto particolari livelli di eccellenza in determinati ambiti.
Ecco la sequenza dei premi speciali di Cantine d’Italia 2026:
Premio “Alto Confort” per l’ospitalità aziendale dell’anno e Masseria Celentano di LONGO ALBERTO (San Severo, Puglia) per l’importante opera svolta dalla cantina a favore dell’enoturismo, con investimenti e visioni per sviluppare nel segno dell’accoglienza il progetto della cantina.
Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno al Ristorante Tenuta San Michele e Palazzo Scammacca di MURGO (Santa Venerina, Sicilia) per aver operato da molti anni a favore dell’enoturismo sull’Etna.
Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno CANTINA TRAMIN (Termeno, Alto Adige) che valorizzando l’architettura della cantina invita all’accoglienza e all’affermazione del ruolo sociale della cooperazione
Premio “Enocultura” PAOLO E NOEMIA D’AMICO (Castiglione in Teverina, Lazio), riconoscimento che intende valorizzare il rapporto fra vino e cultura, premiando l’intuizione di allestire il percorso verso la cantina, negli spazi dei giardini sospesi, come una straordinaria mostra permanente a cielo aperto di opere d’arte.
Premio “Autoctono si nasce” Boca LE PIANE (Boca, Piemonte) che è un omaggio all’opera svolta dalla cantina a favore del Boca, con un’etichetta che richiama da sempre il rapporto fra vino e terra.
Premio “Buono…non lo conoscevo!” Ravenna Igt Famoso Vip LA SABBIONA (Faenza, Emilia Romagna), dedicato a vini autoctoni con particolare attenzione a quelli rari o meno conosciuti dai consumatori, perché il valore di una viticoltura di territorio non si compone solo di vini più noti e affermati.
Premio “Vini Storici d’Italia” Verona Igt Rosso Campofiorin MASI (Sant’Ambrogio di Valpolicella, Veneto) per le visioni di Guido Boscaini per un vino nato nel 1964 con la creazione di un vero e proprio protocollo di produzione, poi ceduto alla Camera di Commercio di Verona nel 2006.
Premio “Gioacchino La Franca” riconoscimento della Community dei soci Go Wine per l’esperienza in cantina dell’anno CANTINE BELISARIO (Matelica, Marche), perché valorizza l’ospitalità come esperienza vissuta, associando valor umani e sociali.
Premio “La vigna da camminare” Vigna-Museo Memorie di Vite QUARTOMORO (Marrubiu, Sardegna) per esaltare il rapporto fra il viticoltore e la sua terra. Dove la vigna da camminare è il segno del lavoro e della fatica, ma anche luogo della bellezza e dell’emozione che il vigneto sa trasmettere.
Redazione Newsfood.com
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