Cantine Aperte, in mostra il vino della Valle d’Aosta

Cantine Aperte, in mostra il vino della Valle d’Aosta

By Redazione

Il 27 maggio, in Valle d’Aosta è tempo di Cantine Aperte. Giunta alla 20° edizione, la manifestazione resta fedele ai suoi principi: far conoscere, in primis tramite degustazione, il
meglio della viticoltura di montagna.

Negli ultimi anni la situazione è cambiata radicalmente, da esperimento incerto a realtà di solido valore. La DOC valdostana conta 7 denominazione di zona e 19 sottodenominazioni
di vitigno. Completano il quadro le sottodenominazioni di colore, bianco, rosso, rosato, e le tipologie di vinificazione, novello, passito, vendemmia tardiva e spumante.

Così, dalle 10.00 alle 18 gli interessati potranno visitare una selezione di cantine del Movimento Turismo del Vino, che apriranno le porte e risponderanno a curiosità e domande.

Produttori come cooperativa Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle di Morgex; Maison Vevey Albert di Morgex; La Crotta di Meurdzie di Morgex; cooperativa Co-Enfer di Arvier; Lo Triolet di
Introd; Chateau Feuillet di Saint-Pierre; Di Barrò di Saint-Pierre; La Source di Saint-Pierre; cooperativa Cave des onze Communes di Aymavilles; L’Atoueyo di Aymavilles; Clos Blanc di
Jovencan; Le Clocher di Jovencan; La Cantina di Nadir Cuneaz di Gressan; Institut agricole regional di Aosta; Maison agricole D&D di Aosta; Maison Vigneronne Freres Grosjean di Quart; La
Vrille di Verrayes; cooperativa La Crotta di Vegneron di Chambave; Dino Bonin di Arnad; cooperativa La Kiuva di Arnad e cooperativa Caves Cooperatives de Donnas.

A fare da guida, la Route de Vins, un percordo che, andando da azienda ad azienda, aiuterà a capire come il vino si lega al territorio ed al maestro che lo crea. Per partecipare,
basterà una piccola offerta: questà sarà devoluta in beneficenza ed in cambio si otterrà un pregiato calice da degustazione. Al suo interno, bevande di valore come i
rossi Arnad-Montjovet, Chambave e Cornalin, il rosato Nebbiolo Rose e lo spumante de La Salle.

Comprimari di lusso, golosità locali: formaggi come la Toma di Gressonet e la Fontina DOP, il Lardo d’Arnad e lo Jambon de Bossses.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

www.movimentoturismovino.it

Matteo Clerici

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