Camera, nella battaglia politica spunta il culatello

Camera, nella battaglia politica spunta il culatello

Prodotti tipici e rivalità politiche diventano protagonisti di una vicenda, ambientata nella Camera dei Deputati.

Lo sfondo è il clima di guerra per nella fredda tra i due schieramenti, con la maggioranza interessata al processo breve e l’opposizione decisa nell’ostruzionismo.

Il problema è stato posto da Massimo Vannucci, deputato del Partito Democratico e relatore di un provvedimento sui piccoli comuni contestato duramente. Vannucci pone la questione in
maniera scrupolosa: “C’è un errore gravissimo nel verbale nel momento in cui l’onorevole Amedeo Ciccanti faceva dichiarazione di voto ed elencava i prodotti tipici ed era arrivato al
prosciutto di Carpegna, dai banchi della Lega è arrivato un grido ‘Metteci anche il culatello’. Ciccanti ha risposto: ‘Di tua sorella probabilmente”.

Mentre scoppiavano le risate e l’ilarità si diffondeva, Vannucci si è rivolto a Maurizio Lupi, presidente di turno: “Nel verbale mentre c’è il prosciutto di Carpegna, non
c’e’ la parola culatello”. “Si vede che la sorella non l’aveva ancora comprato il culatello”, ha risposto Lupi, “e mi sembra un argomento veramente spesso da riportare nel verbale…”. “Lo
faccio per l’onorevole Ciccanti”, ha proseguito Vannucci, “se no non si capisce. Non so se la sorella del collega producesse culatello o se Ciccanti non conoscesse il culatello, ma si
può rimediare solo in un modo: correggendo il verbale e se il collega della Lega uscisse allo scoperto e confessasse chi è, e organizzasse una degustazione di culatello per
tutti”.

Oppure, ha concluso il presidente Lupi, calatosi nella parte, “Una conoscenza della sorella dell’onorevole Ciccanti”.

Matteo Clerici

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