Caldo e siccità: A rischio la raccolta di funghi e tartufi
23 Agosto 2012
Un fine estate senza pioggia segnato dalla siccità, dal caldo torrido e dagli incendi è il colpo di coda di Lucifero che prima di andarsene lascia un ricordo di se, destinato a
farsi sentire anche nelle prossime settimane, agli appassionati di funghi e degli altri frutti dei boschi come tartufi e castagne.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che i danni si estenderanno infatti anche alle produzioni tipiche dell’autunno facendo salire ad oltre un miliardo il bilancio delle
perdite subite dal settore agricolo durante l’estate durante la quale è andato già perso il 20 per cento del raccolto di pomodoro, il 30 per cento di quello di mais e il 40 per
cento di quello di soia.
In generale la raccolta di funghi è partita con difficoltà anche se non mancano situazioni locali che hanno beneficiato della pioggia ma in grande difficoltà sono i
castagneti e preoccupanti le previsioni per i tartufi. Ora si spera nell’arrivo della perturbazione Beatrice infatti – sottolinea la Coldiretti – la nascita dei funghi che per essere
rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco.
Si stima che, in annate normali, gli oltre 10 milioni di ettari di bosco che – riferisce la Coldiretti – coprono un terzo dell’Italia possano offrire una produzione di circa 30mila tonnellate
tra porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note agli appassionati.
L’attività di ricerca – afferma la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge in autunno moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle
aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti
positivi sugli afflussi turistici. Una capacità di attrazione che – conclude la Coldiretti – riguarda anche i tartufi per i quali si nutrono al momento preoccupazioni in Piemonte proprio
a causa della perdurante siccità mentre in difficoltà sono anche i castagneti ed i noccioleti nel nord e nel sud Italia.
Redazione Newsfood.com+WebTv





