Il calcio cambia le regole del Ramadan: alcuni privilegiati sono dispensati da digiuno, preghiera e purificazione

Il calcio cambia le regole del Ramadan: alcuni privilegiati sono dispensati da digiuno, preghiera e purificazione

Anche in Italia per i musulmani inizia il Ramadan ma per i tifosi algerini e per gli iraniani la regola non vale.
«O Globo» ha pubblicato un reportage tra i tifosi dell’Iran: non solo una parte delle donne si è presentata alle partite senza il velo, mentre in Iran non possono nemmeno entrare negli stadi, ma gli intervistati hanno ammesso che nel clima di festa non hanno badato troppo al divieto di consumare alcolici. Alcuni iraniani che vivono all’estero possono aver allentato l’osservanza del Corano e lo stesso vale per chi viene da altri Paesi a maggioranza islamica.
Lo sceicco Muhammad Sharif Qaher ha esonerato i calciatori algerini in Brasile dal Ramadan: possono rompere il digiuno dall’alba al tramonto, che sarebbe obbligatorio per tutto il mese prossimo … perchè gli atleti sono in viaggio. In realtà, da sfegatato tifoso, ha pensato che le speranze di battere la Germania siano un po’ scarse … diamogli una chance, Allah capirà.
Ci sono le regole ma si può aggirarle.
Il Corano -salvo che le informazioni in nostro possesso non siano errate- vieta ad un uomo di avere rapporti sessuali con una donna che non sia sua moglie… ed allora ecco la soluzione: il mandrillo sposa la sua donzella per il tempo necessario e poi la ripudia…dopo un’ora, un giorno…tutto in regola.

Cosa è il Ramadan
Tra sabato 28 e domenica 29 giugno per 1,7 milioni di persone, inizia il mese più sacro del calendario islamico; inizia con avvistamento del primo spicchio di luna.
Secondo la tradizione, l’arcangelo Gabriele dettò al profeta Maometto le sure del Corano, durante il Ramadan: osservanza del digiuno, sawm e professione di fede; elemosina e pellegrinaggio alla Mecca oltre alla preghiera quotidiana.
Dall’alba al tramonto, chi professa la religione islamica, è obbligato all’astinenza dal cibo e dall’acqua, dal tabacco e dai rapporti sessuali, e in generale da tutte le azioni e pensieri “cattivi”. 
La giornata: un pasto frugale, suhur, prima dell’aurora e la rottura del digiuno, iftar, quando fa buio, e naturalmente dalle preghiere, compresa taravi che viene recitata solo in questa occasione.
Da molti anni il Ramadan si celebra anche in Italia, dove secondo le ultime stime i musulmani sarebbero 1,7 milioni, per la stragrande maggioranza immigrati e figli di immigrati. I fedeli, nelle città dove sono in tanti, si organizzano per celebrare insieme ogni sera la rottura del digiuno.
La Grande Moschea di Roma sarà aperta come sempre e ci saranno anche iniziative organizzate da varie comunità o associazioni. Dhuumcatu, ad esempio, dà appuntamento alla sera del 13 luglio per un iftar aperto a tutti, anche ai non musulmani, dove si celebrerà la fine del digiuno e si potrà anche seguire la finale della coppa del mondo: un momento di aggregazione importante per avvicinare le due culture ancora tanto distanti.
A Milano proprio in questi giorni dovrebbe arrivare dal Comune una bando per l’assegnazione di aree pubbliche destinate a luoghi di culto; il ramadan quindi arriva dopo un lungo confronto sulla costruzione di una moschea. Il Coordinamento delle Associazioni Islamiche CAIM vorrebbe coinvolgere nelle celebrazioni di questo mese anche i tanti profughi arrivati in città dalla Siria.
Il percorso è ancora lungo ma un giorno, forse si scoprirà che Maometto e Gesù Cristo hanno più cose in comune di quanto si possa pensare, sicuramente la fratellanza dei popoli ed il rispetto di ogni individuo.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

Foto: euronews.it

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Commento ( 1 )
  1. Pierpaolo
    28 Giugno 2014 at 10:16 pm

    Il percorso è ancora lungo ma un giorno, forse si scoprirà che Maometto e Gesù Cristo hanno più cose in comune di quanto si possa pensare, sicuramente la fratellanza dei popoli ed il rispetto di ogni individuo.

    GIà, ma, intanto qualche “piccola” differenza è stata già individuata: uno è un profeta, l’altro è Dio stesso.
    Da non sottovalutare, direi.

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