Calabria: Avviata l’elaborazione del documento programmatico per fissare le priorità dei distretti agroalimentari e rurali

Calabria: Avviata l’elaborazione del documento programmatico per fissare le priorità dei distretti agroalimentari e rurali

Vibo Valentia – Distretto agroalimentare o rurale? In altre parole, è meglio puntare sulle produzioni certificate e focalizzare la programmazione principalmente sul settore agricolo
oppure optare per uno strumento più flessibile che sia capace di promuovere l’integrazione tra attività agricole e sistema produttivo nel suo complesso?

Sono questi gli interrogativi intorno ai quali è ruotata la discussione tra i membri dell’assemblea del Distretto agroalimentare “&ViVa” di Vibo Valentia, convocata oggi nella sede
della Provincia su iniziativa dell’assessore alle Attività produttive Paolo Barbieri e dell’assessore all’Agricoltura Nazzareno Fiorillo.

All’incontro, inoltre, hanno preso parte l’assessore comunale di Vibo Valentia alle Attività produttive Vincenzo Insardà, il presidente della sezione calabrese dell’Aiab
(Associazione italiana per l’agricoltura biologica) Maurizio Agostino, il vice presidente della sezione provinciale della Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) Michele Napolitano, il
responsabile tecnico di Confagricoltura Vibo Pasquale Giogà, la rappresentante della cooperativa Nautilus Teresa Vicchio ed i sindaci Antonio Suppa (Francica), Fernando Nicotra (Pizzo),
Domenico Borello (San Constantino Calabro) e Antonio Euticchio (Tropea). Assenti, invece, i rappresentanti di Soriano Calabro, Serra San Bruno, Mileto, Nicotera, Sant’Onofrio e San Gregorio
d’Ippona.

Il confronto si è concentrato sull’elaborazione del documento di indirizzo che dovrà essere approvato dalla Regione per la conseguente costituzione del definitivo Distretto
agroalimentare o rurale (attualmente “&Viva” ha una funzione essenzialmente promotrice), sulla base delle nuove disposizioni di legge.

Per comprendere appieno la questione, però, è necessario un breve excursus.

I distretti furono introdotti nell’ordinamento giuridico italiano dalla Legge di orientamento del settore agricolo (decreto legislativo 228/2001). In particolare, secondo la norma «si
definiscono distretti rurali i sistemi produttivi (…) caratterizzati da un’identità storica e territoriale omogenea, derivante dall’integrazione tra attività agricole e altre
attività locali, nonché la produzione di beni e servizi di particolari specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni territoriali»; di contro, «si
definiscono distretti agro-alimentari di qualità i sistemi produttivi locali, anche a carattere interregionale, caratterizzati da significativa presenza economica e da interazione e
interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agro-alimentari, nonché da una o più produzioni certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa comunitaria o
nazionale, oppure da produzioni tradizionali o tipiche».

Successivamente alla Legge di orientamento del settore agricolo, la Regione ha varato nel 2004 la legge numero 21 che disciplina la costituzione dei distretti. Recentemente, infine, la Giunta
regionale ha proposto una serie di modifiche legislative, approvate dalla competente Commissione regionale il 25 febbraio scorso e ora in attesa del via libera definitivo da parte del Consiglio
regionale.

Proprio in virtù di questo assestamento legislativo, occorre che gli enti e le associazioni interessate al riconoscimento ufficiale del distretto da parte della Regione – con la relativa
possibilità di accedere alle risorse previste – elaborino un documento di indirizzo che esponga in maniera puntuale gli obiettivi e le strategie.

Le principali modifiche legislative promosse dalla Giunta regionale, infatti, riguardano soprattutto gli aspetti operativi, dall’analisi delle potenzialità del territorio alla
determinazione dei criteri per l’elaborazione del Piano di distretto che conterrà gli interventi da attuare.

Nel corso della discussione, le due diverse opzioni sono state caldeggiate soprattutto da Maurizio Agostino, propenso all’istituzione di un distretto rurale, e da Michele Napolitano,
favorevole, invece, alla creazione di un distretto agroalimentare. Quest’ultimo, in particolare, ha paventato il rischio che un distretto rurale possa allargare eccessivamente il ventaglio dei
soggetti istituzionali coinvolti, depauperando le risorse e mancando gli obiettivi di sviluppo del settore agricolo.

Dal canto suo, Agostino, invece, ha sottolineato che l’agroalimentare (cioè quel comparto produttivo che implementa attività agricole e industria) incide soltanto per il 5-10 per
cento sul fatturato del settore agricolo locale, quindi, relegandolo in un ambito troppo ristretto, si rischierebbe di danneggiarlo.

Opinioni diverse sul metodo da adottare, ma assolutamente convergenti sugli scopi da perseguire: favorire lo sviluppo dell’agricoltura vibonese in un’ottica di filiera e di qualità.
  

Al termine è stato l’assessore Barbieri ad offrire una sintesi, ricordando agli intervenuti che la scelta tra agroalimentare e rurale non era all’ordine del giorno.

«L’unico vero obiettivo è dotarci di uno strumento efficace che possa favorire lo sviluppo del comparto – ha affermato -. Discutere in questa fase su quale sia l’opzione migliore
è inutile, perché ancora non abbiamo focalizzato le priorità che intendiamo perseguire. Elaboriamo prima il documento programmatico, concentrandoci sulle eccellenze, sulle
produzioni tipiche e sulle interazioni del settore agricolo con gli altri comparti economici e poi, sulla base di questo preciso quadro di riferimento, valutiamo quale sia lo strumento migliore
da adottare».

D’altro canto, ha fatto notare l’assessore provinciale, la scelta tra distretto rurale o agroalimentare dipende anche dall’atteggiamento che assumerà la Regione in questa fase
propedeutica alla loro costituzione, nonché dalla presenza in Calabria di altri poli agricoli, magari più forti in materia di prodotti tipici già certificati.

Al termine, dunque, è stato deciso di procedere celermente all’elaborazione del documento programmatico, la cui bozza sarà discussa nel corso della prossima assemblea che
verrà convocata a questo scopo dall’Amministrazione provinciale nei prossimi giorni.

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