Calabria: Alla Manifestazione Interregionale di Scanzano Jonico parteciperà anche la Cia Calabria

Calabria: Alla Manifestazione Interregionale di Scanzano Jonico parteciperà anche la Cia Calabria

Catanzaro – Una delegazione di diverse centinaia di agricoltori calabresi parteciperà alla   manifestazione interregionale (indetta dalle Cia
regionali di Campania, Calabria, Puglia e Molise) che si  svolgerà il 7 marzo a Scanzano Jonico con la partecipazione del presidente nazionale della Confederazione Giuseppe Politi.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di richiamare l’attenzione del governo nazionale e delle regioni, per l’assunzione di precise e mirate iniziative su una serie di problematiche che
costituiscono una grave situazione di emergenza per il settore.

I dati a disposizione indicano una costante riduzione del numero delle aziende, i bilanci aziendali sono sempre più “in rosso”; i costi produttivi crescono in maniera preoccupante e con
essi gli oneri contributivi e il “peso” asfissiante degli adempimenti burocratici. Non è più sostenibile vendere un quintale di grano a 16 euro quando i costi di produzione si
attestano a circa 35 euro, non è immaginabile che un litro di latte, oggi, venga pagato a 30-33 centesimi a fronte di un costo di produzione di circa 55 centesimi, che un litro di olio
venga pagato a 2,20 euro a fronte di un costo di produzione di oltre 3 euro. E lo stesso discorso vale per  l’ortofrutta, per la carne e per tutte le produzioni agricole.

Ad aggravare la situazione si aggiungono i gravissimi danni subiti dagli agricoltori a seguito delle calamità atmosferiche che si sono succedute negli ultimi mesi, una concorrenza sleale
non adeguatamente contrastata sui mercati, praticata attraverso l’introduzione di prodotti di altri paesi e venduti con marchi italiani, soprattutto olio d’oliva.

In questo contesto, le richieste che la Cia ha avanzato nel corso della mobilitazione degli ultimi mesi e che ora sono alla base della manifestazione di Scanzano sono:

– la proroga di tre anni (al 31/12/2011) degli sgravi contributivi in agricoltura (l’assenza di questo provvedimento comporta il raddoppio degli oneri sociali per la manodopera!);

– finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali;

– riduzione, anche con interventi di carattere fiscale, dei pesanti costi produttivi (accise zero sui carburanti per uso agricolo, Iva al 4 per cento sui mezzi tecnici di produzione, Iva zero
sugli investimenti effettuati dalle imprese agricole con le misure del Psr, ecc..)

– semplificazione amministrativa;

– immediato pagamento degli aiuti comunitari da parte di Agea  (Domanda unica, biologico, ritiro ventennale, forestazione…), superando inutili  inefficienze e sprechi;

Per ciò che concerne le politiche e le iniziative di competenza regionale, la Cia Calabria è impegnata, in questi giorni, a sviluppare tutte le iniziative necessarie  per far
si che il governo e il consiglio regionale riservino la giusta attenzione all’agricoltura, a partire dal bilancio di previsione 2009, in corso di elaborazione, e dalla ripartizione delle
risorse reperite dal Por per un primo intervento sui danni subiti sia dalle strutture pubbliche sia dai settori economici.

La battaglia portata avanti dalla Cia è per  la difesa degli interessi degli agricoltori e della loro dignità di imprenditori che, attraverso le produzioni agroalimentari di
qualità, promuovono nel mondo un’immagine positiva dei territori del nostro paese.

E’ veramente inammissibile che mentre in tutti gli altri Stati Europei i rispettivi governi assumono provvedimenti per intervenire concretamente sulla crisi dell’agricoltura, in Italia, non
solo ciò non avviene ma, anzi, si tolgono anche le risorse che erano state già precedentemente assegnate, come nel caso del fondo di solidarietà nazionale e dello sgravio
degli oneri sociali per le aree montane e svantaggiate.

Per tutte queste ragioni, la protesta degli agricoltori calabresi e di tutta l’Italia sarà ferma e determinata. Ci batteremo con energia affinché il grande patrimonio agricolo e
rurale non vada disperso, non si indebolisca e frammenti ulteriormente, con conseguenze devastanti non solo per il settore, ma anche per l’intera economia e per la società italiana.

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