Bruxelles: Persi 130.000 posti di lavoro nell'Ue negli ultimi 4 mesi

Bruxelles – In Europa dall’inizio dell’ultimo trimestre del 2008 a tutto il mese di gennaio 2009 si sono persi 130.000 posti di lavoro nel settore industriale – soprattutto
l’auto e il suo indotto – e in quello delle costruzioni. Due settori che nel corso dell’ultimo anno hanno fatto registrare un crollo della produzione pari a 150 miliardi di euro. Sono
le cifre contenute in un documento riservato della Commissione europea – che l’Ansa è in grado di anticipare – che molto probabilmente sarà all’esame dei ministri
finanziari europei che lunedì e martedì si ritroveranno a Bruxelles per le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, chiamati a valutare quanto fatto per contrastare la
crisi e quando fare in futuro.

“La produzione in molti settori industriali e in quello dell’edilizia è stata particolarmente colpita dalla crisi finanziaria e fa registrare il declino più forte delle
ultime decadi”, si legge nel documento informativo della Commissione Ue, nel quale si sottolinea anche come la fiducia delle imprese sia “crollata al livelli più bassi dal 1985”.
Sul fronte dell’occupazione si evidenzia come dall’inizio dell’ottobre 2008 alla fine di gennaio 2009 “le riduzioni di posti di lavoro pianificate sono aumentate significativamente a
158.000 unità, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro è caduta a 25.000 unità. Da ciò – si spiega – deriva l’aspettativa di una perdita netta di
130.000 posti di lavoro”.

Un dato molto preoccupante, visto che ancora nel terzo trimestre 2008 il saldo tra posti persi e posti creati era leggermente positivo. E visto che la crisi economica è attesa
peggiorare nei prossimi mesi, almeno fino a metà 2009. “Inoltre – spiegano ancora gli esperti della Commissione Ue – vale la pena di notare come le società in molti
settori siano in questo momento propense, di fronte alla crisi, a favorire soprattutto contratti a breve termine o la chiusura temporanea delle fabbriche per tentare di trattenere gli
operai più specializzati”. La crisi – si sottolinea nel documento dell’esecutivo europeo – non sta risparmiando alcun settore. Dunque, se “particolarmente grave” appare la
situazione per l’auto e l’edilizia, la crisi sta colpendo anche il settore meccanico, quello chimico, quello farmaceutico, quello alimentare, quello tessile e dell’abbigliamento, quello
della siderurgia. E anche quello della cantieristica e dell’aeronautica.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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