Bruxelles: Dal 2009 forti tagli alle quote pesca per il tonno rosso

By Redazione

Bruxelles – La fettina di tonno rosso, sempre più rara e preziosa, è ormai destinata a diventare un alimento di lusso per la grande maggioranza delle famiglie
europee. Il tonno rosso è infatti in pericolo e, per garantirne la sopravvivenza, l’Europa e gli altri partner mondiali hanno deciso di tagliare nei prossimi due anni il 30%
delle quote di pesca, oltre ad imporre un severo giro di vite all’attività dei grandi pescherecci e delle fattorie del mare, dove i piccoli tonni vengono ingrassati per diventare
succulenti ‘sushi’. L’insieme di queste misure rientrano in un piano di ricostituzione degli stock messo a punto ieri a Marrakech (Marocco) dai 46 paesi della Commissione internazionale
per la conservazione del tonno nell’Atlantico (Iccat), che è stato però subito rigettato da pescatori e ambientalisti.

Solo la Commissione europea ha accolto “con soddisfazione” l’intesa che prevede di ridurre nel 2009 le quote di pesca da 28.500 a 22.000 tonnellate per tutti i 46 paesi dell’Iccat, per
scendere a 19.950 nel 2010 e a 18.500 nel 2011. L’Europa, secondo i calcoli di Bruxelles, dovrebbe assicurarsi per il 2009 una quota di tonno rosso di 12.300 tonnellate di cui il 25,7%
andrebbe ai pescatori italiani. Il piano prevede anche di ridurre da sei a due mesi (dal 15 aprile al 15 giugno) la campagna di pesca al tonno rosso, ma anche di congelare la
capacità delle tonniere e quella delle fattorie del mare ai livelli del 2007-2008. Vengono poi introdotte quote individuali e controlli specifici per i pescherecci sopra i 24
metri; sono anche rafforzate le misure di mercato e vietato l’import e l’export di tonno privo di quote di pesca.

L’Iccat potrà imporre sanzioni. “Abbiamo bisogno di un’azione incisiva per assicurare il futuro del tonno rosso i cui stock restano fragili – ha commentato il commissario Ue alla
pesca Joe Borg – precisando che il piano richiede “ulteriori sacrifici al settore” e ricordando che “sono stati definiti i meccanismi di controllo lungo la catena di vendita, chiudendo
così molte scappatoie”. Alzata di scudi invece da parte degli ambientalisti del Wwf che hanno qualificato la decisione “vergognosa”, mentre per Greenpeace l’accordo
colpirà proprio “i pescatori onesti a beneficio di chi sta ammassando tonno a poco prezzo e a chi può permettersi di pescare senza controllo”. Per l’Italia questo
significherà, aggiungono, “un costo in indennizzi e sostegno al settore tra i 70-75 milioni di euro”. “Profondamente deluse” anche le organizzazioni italiane della pesca, che pur
apprezzano la posizione contraria mantenuta fino all’ultimo dall’Italia.

“Avremmo preferito una moratoria vera e non mascherata” ha detto Massimo Coccia di Federcoopesca-Confcooperative; “é una ennesima farsa” ha rilanciato Giampaolo Buonfiglio di
Agci-Agrital, mentre per Federpesca la decisione di Marrakech ha poco a che vedere con un’effettiva politica di conservazione degli stock. La parola ora è ai ministri dell’Ue che
vareranno le nuove quote per il tonno rosso nel consiglio dal 17 al 19 dicembre a Bruxelles.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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