Brunetta: «con questa massa di nomine Prodi sta avvelenando i pozzi»
18 Aprile 2008
«Da quando il governo Prodi e’ stato dimissionato in Parlamento il 24 gennaio scorso e’ tutto un succedersi di nomine nei ministeri, quasi a precostituire il deserto o un ambiente ostile
al governo che verrà, ultime, in ordine di formalizzazione, sono le 123 nomine di cui parla oggi il quotidiano Italia Oggi che riguardano consulenti, consiglieri di ambasciata, direttori
generali, prefetti, generali, ammiragli e chi più ne ha più ne metta».
Lo afferma Renato Brunetta, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. «Il vizietto, però, viene da lontano e ha riguardato decine e decine di nomine di dirigenti generali nei
ministeri, basti pensare all’attivismo del ministro uscente, Pecoraro Scanio, che in due anni ha azzerato e ri-nominato, sulla base di criteri di mera appartenenza politica, presidenti dei
parchi nazionali, dirigenti di enti pubblici e tutto quanto era possibile nominare, come fosse una sorta di pulizia etnica». «Ma si sono dati da fare recentemente anche Di Pietro e
Fioroni che lo scorso gennaio hanno infilato 25-30 nomine di dirigenti pubblici a testa. Sono state, invece, rispedite al mittente, da parte della Corte dei Conti le 35 nomine fatte lo scorso
dicembre dal vicepremier e ministro dei Beni culturali, nonche’ candidato sindaco a Roma, Francesco Rutelli.
Insomma, una prassi questa dell’avvelenamento dei pozzi già formalizzata da Prodi in sede di legge Finanziaria con la norma del governo a dodici ministri e a 60 in totale con i
viceministri e i sottosegretari. Misura in sé lodevole salvo che Prodi la prevedeva non per il suo governo, ma per quello che sarebbe venuto. La contraddizione e’ palese. Si vuole,
cioè, dare il senso della moralizzazione, salvo poi far fare al proprio governo la peggiore lottizzazione postuma che la Repubblica abbia mai visto. Forse sarebbe il caso che questo tipo
di comportamento venisse stigmatizzato, non solo dall’opinione pubblica, ma anche dallo stesso Partito democratico di Veltroni. Ne sarà capace il leader del Pd?».




